Giovedì, 21 Ottobre 2021
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A Bari la ripartenza per le guide turistiche fatica. Federagit: "Siamo al 50%, il limite di accessi ai siti penalizza"

A fare il punto sulla situazione è Anna Gernone, presidente dell'associazione di categoria per Confesercenti: "I numeri le prime settimane li hanno garantiti i turisti di prossimità, poi gli stranieri"

Il settore non si è ancora ripreso del tutto. Anzi. L’idea del governo di poter sospendere i ristori per i professionisti del turismo, guide e accompagnatori su tutti, rischia di mettere definitivamente in ginocchio categorie in grande sofferenza, nonostante i segnali positivi inizino a intravedersi a Bari e in Puglia. Lo afferma Federagit di Confesercenti nazionale: “La crisi generata dalla pandemia – afferma Micol Caramello, presidente nazionale- e anche le criticità legate alla riapertura di alcuni corridoi extra Ue ci hanno portato ad avere ancora troppi pochi turisti stranieri. Avere i litorali pieni di turisti perlopiù italiani non significa che ci sia stata una vera ripartenza per tutto il comparto turistico, le città d’arte sono ancora deserte e tutte le categorie che compongono la filiera del turismo meritano attenzione".

 E lo conferma Anna Gernone, presidente Federagit Terra di Bari. “Senza dubbio da giugno abbiamo ripreso a lavorare – spiega – ma i numero sono ben lontani da quelli preCovid. Siamo all’incirca al 50 per cento delle giornate lavorative rispetto al 2019. La ripresa le prime settimane è stata garantita dai turisti di prossimità, poi sono cominciati ad arrivare anche gli stranieri. Ora è il periodo di francesi e tedeschi, ma una vera programmazione non si riesce a farla, né da parte nostra né degli operatori turistici. Vedremo cosa accade entro dicembre con la pianificazione della stagione primaverile ed estiva, che coinvolge anche le scuole con cui lavoriamo tanto soprattutto tra febbraio e maggio”.

La referente del settore a Bari e provincia, guida specializzata nell’accoglienza di turisti di lingua francese, sottolinea come la città abbia retto grazie alla ripresa delle crociere ma come, allo stesso tempo, sia ancora preferita più come punto di arrivo che di soggiorno e presenze.

“Ci sono ancora problemi – aggiunge Gernone -, nonostante il Green Pass, legati al contingente dei gruppi che possono accedere ai siti da visitare. I limiti complicano le cose e scoraggiano i visitatori. Mentre i bus possono oramai viaggiare per quasi la totalità della loro capienza, si rischia di arrivare in luoghi storici e fare a turno per entrare, con attese, ovviamente, lunghe e disagiate. Questo penalizza soprattutto le città d’arte che hanno da offrire monumenti, musei e siti archeologici al chiuso”. Bari comunque è apprezzata, come il resto della Puglia, e suscita meraviglia, non solo per i monumenti come la basilica di San Nicola e il bianco della sua pietra. “I turisti – sottolinea – sono sempre molto entusiasti nel vedere la città vivace, la vita per strada, il lungomare con la sua visuale e il mare. Come tutta la Puglia è sempre più richiesta”.

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