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"Nel 2020 pronta la Laguna dei Dinosauri", ad Altamura cominciano i lavori

Inaugurato nella Cava Potrelli il cantiere per gli interventi di protezione, conservazione e studio della paleosuperficie e delle impronte di dinosauro

Circa un anno di lavori e, salvo intoppi, Altamura avrà la sua 'Laguna dei dinosauri': è stato inaugurato, questa mattina, nella Cava Potrelli, il cantiere per gli interventi di protezione, conservazione e studio della paleosuperficie e delle impronte di dinosauro. Il progetto è stato finanziato per 3 milioni e 500 mila euro dal Patto per lo sviluppo della Città metropolitana di Bari di cui 2 milioni e 900 mila euro per la valorizzazione e la fruizione dell'area e 600 mila euro per l'accessibilità e per la sistemazione della viabilità. Altri 740 mila euro sono stati stanziati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e riguarderanno la messa in sicurezza della paleosuperficie e lo studio scientifico della orme,

“Diamo il via ad uno dei primi grandi cantieri finanziati con i fondi del Patto per Bari – ha piegato il vice sindaco metropolitano, Michele Abbaticchio -, un’ opera che ha un indubbio valore turistico e culturale ed è la parte terminale di un viaggio che parte da Bari e va verso il cuore della Città della metropolitana passando lungo un territorio che, quest’anno, ha registrato la maggior affluenza turistica in Puglia, superando il Salento ed il Gargano”.

"Una PaleoCity per Altamura"

“La Laguna dei Dinosauri insieme al sistema ipogeo della Grotta di Lamalunga e ai resti dell’Uomo di Altamura in essa conservati, costituiscono per il mondo intero una unicità assoluta dal punto di vista scientifico e paleontologico - ha concluso il sindaco di Altamura Rosa Melodia. Per la nostra città è un'occasione straordinaria  per candidarsi a diventare, a buon diritto, il “centro internazionale della paleontologia”, ovvero una sorta di PaleoCity. L’intera comunità locale, tutte le istituzioni coinvolte, i ricercatori, gli scienziati, gli operatori economici sono tutti chiamati a recuperare il tempo perduto e a prendere decisioni il più possibile condivise per preservare questi tesori. Per farlo occorre che i processi decisionali siano sostenuti da una profonda conoscenza e dalla consapevolezza del valore di ciò che abbiamo il dovere di custodire per noi stessi e per il mondo intero”.

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