Domenica, 20 Giugno 2021
Attualità Libertà

L'Accademia dei pirati, al Libertà il doposcuola è alla conquista delle gemme: chi aiuta gli altri nei compiti vince il gioco

Nello Spazio 13 nel quartiere Libertà undici tra animatori socio educativi e pedagogisti dell'associazione Tou.play conducono il laboratorio indirizzato a migliorare la capacità di apprendimento e interazione tra di 41 bambini

Un progetto partito a febbraio, ma che ha la sua origine nella partecipazione dei bambini nel campo estivo, in grado di unire 41 bambini nelle ore post scuola seguiti col metodo di educazione non formale chiamato “Resilienza giocata”. Nell’area dell’ex teatro di Spazio 13 nel quartiere Libertà di Bari 11 tra animatori socio educativi e pedagogisti conducono quotidianamente una sorta di laboratorio doposcuola indirizzato a migliorare la capacità di apprendimento e interazione tra i bambini in età scolare fino ai 14 anni, attraverso la ludopedagogia. Il progetto si chiama “L'accademia dei Pirati” ed è condotto dall’associazione Tou.Play che utilizza la ludopedagogia e l'educazione non formale come leve di crescita dei bambini e dei ragazzi. Paola Romano, assessora comunale con delega alle Attività scolastiche, ha voluto conoscere questo interessante laboratorio che permette ai bambini di “imparare a imparare, interagire con gli altri e apprendere un metodo”, spiega Aldo Campanelli, responsabile della comunicazione dell’associazione.

“Grazie alla fondazione torinese Specchio d’Italia – racconta – abbiamo permesso a oltre la metà dei partecipanti di frequentare il laboratorio gratuitamente. I beneficiari appartengono a famiglie con minori opportunità, con diverse caratteristiche o economiche o di povertà educativa. Gli operatori sono in costante contatto con i docenti e le stesse famiglie per un confronto che rilevi i momenti di crescita o le difficoltà”. Ma L’Accademia dei Pirati è fondata soprattutto sull’utilizzo del gioco. “I bimbi devono conquistare le gemme, come per le app dei videogame, ne guadagnano sempre più finendo i compiti, aiutando gli altri a farli, condividendo emozioni e imparando a socializzare. Le possono spendere invece in giochi, giochi da tavolo e letture di piacere”. Il linguaggio è quello marinaresco, delle scialuppe, delle imbarcazioni, dei ponti e delle ciurme.

Così i responsabili del progetto spiegano come “in un periodo in cui la scuola sconta i disagi dovuti alla pandemia, la dispersione scolastica e la povertà educativa possono essere contrastate anche attraverso un approccio educativo che si fonda sull’empowerment individuale, la promozione del benessere e dei processi di socializzazione grazie alla ludpedagogia”.

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