Domenica, 26 Settembre 2021
Attualità

"No al numero chiuso" per i corsi medico-sanitari: la protesta nel Campus Universitario di Bari

La manifestazione, organizzata da Link, si è svolta a pochi metri di distanza dalle aule dove erano in corso i test d'ammissione a Medicina.

"L’emergenza non è chiusa, la formazione sì": striscioni e sit-in di protesta, questa mattina, nel Campus universitario di Bari, da parte degli attivisti di Link contro il numero chiuso nei corsi accademici. La manifestazione si è svolta a pochi metri di distanza dalle aule dove erano in corso i test d'ammissione a Medicina.

"Nonostante la crisi sanitaria che ha evidenziato carenze nel personale medico - sanitario - spiega Link in una nota - , il numero chiuso continua ad essere presente, e ad ostacolare la carriera di coloro che sognano di diventare medici".  “Imporre un test di ammissione ad una facoltà significa precludere e limitare il percorso di uno studente, l’università deve essere aperta a chiunque voglia frequentarla. Non può essere un quiz a stabilire quale debba essere la strada da seguire”  dichiara Annalisa Cordisco di Link Foggia.

"Da sempre ci battiamo per eliminare il numero chiuso dalle università, in quanto la presenza del test va a individualizzare sempre più e a creare discriminazioni tra studenti e studentesse, evidenziando come meritevoli solo i fortunati che riescono a superarlo” - continua la studentessa - "Infatti nonostante gli avanzamenti sul numero di borse di specializzazione bandite, è da rilevare che anche in seguito ad una pandemia non c’è stato ancora un ripensamento e  un potenziamento sufficiente a colmare le necessità della popolazione" afferma Noemi Sassanelli di Link Bari. 

"Nel nostro paese ci  sono ancora pochi medici e manca capillarità rispetto all'assistenza sanitaria di base, ed anche il lieve aumento di posti messi a bando per il test di ammissione alla facoltà di medicina risulta superfluo. Per questi motivi chiediamo che vi siano investimenti concreti per il diritto allo studio, per l’università e la ricerca scientifica, in modo da aumentare il personale docente e le strutture e permettere a studenti e studentesse di accedere al mondo universitario senza limitazioni." conclude Laura Perrone di Link Lecce. 

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