Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Zona rossa per otto giorni, deroga per i pranzi con due congiunti: le ipotesi per il lockdown di Natale 2020

Al vaglio la possibilità di restrizioni 'spezzatino', dal 24 al 27 dicembre e dal 31 al 3 gennaio, con zona arancione per gli altri giorni. 'Salvo' (per ora) il prossimo weekend, ma tanti sono ancora i punti da chiarire

Italia in zona rossa per otto giorni, dal 24 al 27 dicembre, e dal 31 al 3 gennaio, con eventuali restrizioni da zona arancione per gli altri giorni, una possibile deroga (con modalità di applicazione ancora tutte da chiarire) per il pranzo allargato a due congiunti. Sarebbe questa, secondo quanto emerge dai quotidiani di oggi, la linea al momento individuata dal governo Conte sul lockdown delle festività di Natale.

Il lockdown di Natale e Capodanno e l'ipotesi di deroga per i pranzi

Come riporta Today.it, nella serata di ieri, dopo l'intenzione annunciata dal governo alle Regioni di proclamare la zona rossa in tutta Italia dal 24 dicembre al 7 gennaio e in seguito alle prime proteste degli enti locali e dell'opposizione, Conte avrebbe proposto una mediazione ai ministri del Partito Democratico e di LeU, fautori della linea dura, e al MoVimento 5 Stelle e Italia Viva, che invece non volevano sentir parlare di restrizioni a Natale. I punti inclusi nel piano, che però al momento non è ancora approvato, prevedono: una zona rossa in tutta Italia nei giorni 24, 25, 26 e 27 dicembre 2020 e 31 dicembre, 1, 2 e 3 gennaio 2021; una zona arancione con chiusura dei negozi e limiti alla libertà di spostamento nei giorni precedenti (dal 21 dicembre?), dal 28 al 30 e poi fino all'Epifania compresa; una deroga, ancora tutta da comprendere nelle sue funzionalità, al divieto di spostamenti tra comuni - ed eventualmente anche all'interno di uno stesso comune in caso di ripristino della zona rossa - per i due congiunti più stretti in occasione del cenone della vigilia di Natale e del pranzo del 25.

Il weekend 19-20 dicembre 'libero' dalla stretta?

Una decisione, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, dovrebbe arrivare oggi. Le nuove misure sarebbero attuate attraverso un nuovo Dpcm, forse accompagnato da un decreto legge da varare nelle prossime ore o nel week end. Ma nel governo si discuterebbe ancora su eventuali chiusure da far scattare il prossimo weekend, il 19 e 20, durante il quale non sarà in vigore ancora il divieto di spostamento tra regioni gialle (che scatta dal 21) e si rischia un maxi-esodo. Ma l'idea sarebbe stata sconsigliata dal Viminale: troppo forte il pericolo di fuga dalle città e tensioni, se scatterà il blocco. Il governo, dunque, sarebbe orientato a non limitare gli spostamenti nelle prossime ore per evitare i 'grandi esodi' delle feste, come lamentato da alcuni governatori che chiedevano un giro di vite. "Il problema non sono gli spostamenti - spiega all'Adnkronos un'autorevole fonte di governo - il problema sono i cenoni e i veglioni, è lì che si rischia davvero". Come ricorda ancora Today.it, le nuove misure andrebbero comunque conciliate anche con la deroga per gli spostamenti tra piccoli Comuni, dopo l'approvazione di una mozione unitaria della maggioranza in Senato, che nel testo impegna il governo a prevedere un sì agli "spostamenti nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e 1° gennaio 2021, sulla base della più rigorosa analisi delle evidenze scientifiche fornite dal Comitato tecnico scientifico, garantendo la massima equità di trattamento tra cittadini residenti in comuni di diverse dimensioni".

Zona rossa e zona arancione: quali sono le restrizioni

Ricordiamo che, in base alle regole dettate dal governo, nella zona rossa: è vietato ogni spostamento, anche all'interno del proprio comune, salvo che per comprovati motivi di necessità, lavoro o salute; vietati anche gli spostamenti tra regioni e comuni; bar e ristoranti sono chiusi mentre sono consentiti l'asporto e la consegna a domicilio;  tutti i negozi, tranne gli alimentari e quelli di beni di prima necessità, sono chiusi;  restano aperti tabaccherie, farmacie, parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri; sono sospese tutte le competizioni sportive, sono chiusi musei e mostre. Nella zona arancione, invece, è vietato circolare dalle 22 alle 5 salvo che per comprovati motivi di necessità, lavoro o salute. Sono vietati gli spostamenti tra comuni e regioni (ma non all'interno del proprio comune), sono chiusi bar e ristoranti (asporto e consegna a domicilio consentita) ma sono aperti tutti gli altri negozi tranne sale bingo, sale giochi e slot machines. Nella zona rossa rimane comunque consentito il rientro al proprio domicilio senza limitazioni di giorni e orari. Sarà sufficiente autocertificare che si sta tornando a casa.

Bari 'anticipa' la stretta: via le panchine, giardini chiusi in centro

Intanto a Bari, nell'ambito del Comitato per l'Ordine e la sicurezza, si è deciso per una nuova stretta anti-assembramenti: in particolare, è stato deciso lo stop all’accesso, per le giornate di sabato e domenica e delle festività, a tutti i giardini pubblici siti sul lungomare nel quartiere Umbertino e la rimozione di tutte le panchine presenti su corso Vittorio Emanuele e sul Lungomare di Crollalanza, "dove si riscontrano presenze stanziali di persone adulte nelle ore mattutine e di ragazzi nelle ore serali".

(foto Ansa)

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