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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Centenario Milite Ignoto, presentato a Bari lo speciale annullo filatelico con il ministro della Difesa Guerini

L'esponente di governo ha dapprima visitato il Sacrario di Japigia dove ha deposto una corona per poi recarsi alla cerimonia nel teatro Petruzzelli

"Ricordare il Milite Ignoto significa ricordare i caduti italiani in tutte le guerre e in tutte le operazioni. Ricordare significa rendere loro omaggio, testimoniare a loro la riconoscenza del nostro Paese" perché "è un simbolo dell'unità nazionale". A dichiararlo è ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini da Bari dove partecipa alla presentazione dell'annullo filatelico celebrativo del centenario del Milite Ignoto. lo riporta l'agenzia Dire.

Centenario Milite Ignoto, la cerimonia a Bari

Il ministro ha dapprima visitato il Sacrario dei Caduti d'Oltremare di Japigia dove ha deposto una corona commemorativa, per poi recarsi nel teatro Petruzzelli dove si svolta la cerimonia di presentazione dell'iniziativa:  "Il suo viaggio cento anni fa, ha rappresentato davvero un momento di unificazione nazionale che ha legato tutta l'Italia in quel percorso e oggi in un momento in cui il Paese si sta riprendendo dopo l'esperienza drammatica della pandemia, cercare di stringerci attorno ai nostri simboli credo sia un contributo importante al futuro della nostra comunità nazionale", ha continuato Guerini evidenziando l'importanza di "coinvolgere le diverse generazioni non per celebrare il mito della guerra ma per ricordare il sacrificio di chi è caduto, di chi ha donato la propria vita per il Paese e di chi anche oggi, come i militari, è impegnato nelle missioni in tante parti del mondo.

Guerini ha aggiunto che "nelle celebrazioni del 4 novembre" è bene "visitare i luoghi della nostra memoria, i luoghi in cui il Paese si unisce per ricordare i propri caduti. Credo fosse un dovere che come ministro della Difesa dovevo adempiere". "Credo che si sia bisogno e voglia di questo sguardo ottimista al futuro, ma di uno sguardo che non sia superficiale ma molto impegnato e fondato sui valori che ci uniscono", ha concluso.

Decaro: "Celebriamo sacrificio del Milite Ignoto"

Alla cerimonia nel teatro petruzzelli ha preso parte anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro: "L’Italia - ha affermato - ripudia tutte le guerre, anche quelle apparentemente piccole e silenti, spesso trascurate dai media, ma che nel tempo sono costate al nostro Paese ingenti sacrifici in termini di vite che oggi è nostro dovere ricordare. Perché non esistono grandi guerre e piccole guerre. Esiste la guerra: una, violenta, insensata, mai giusta, come ci ricorda la Carta fondativa della nostra Repubblica nata, proprio sulle macerie umane, economiche e sociali causate da una guerra civile e da un conflitto mondiale. Una Costituzione che ha ribadito con forza il rifiuto del nostro popolo alla guerra come strumento di risoluzione di conflitti e controversie tra popoli e Paesi. Perché la guerra non è mai la soluzione. Quando parliamo di conflitti armati parliamo di morte, distruzione, violenza, territori e popoli devastati. Parliamo sempre di donne e uomini, civili e militari che perdono la vita, e questo non può e non deve più accadere. Ricordare questo significa oggi, per noi, celebrare il milite ignoto, celebrare il sacrificio di chi è caduto in nome di un Paese più libero e più giusto per i nostri figli e le nuove generazioni". 

"È in nome di questi valori - ha aggiunto - che il Consiglio comunale della città di Bari, lo scorso primo febbraio, ha approvato una delibera con la quale si conferisce la cittadinanza onoraria al “Milite Ignoto, Cittadino d’Italia”, simbolo e patrimonio di tutti gli italiani. E così in qualità di presidente Anci, qualche settimana fa, ho voluto nuovamente invitare tutti i sindaci dei Comuni italiani ad intraprendere lo stesso percorso per conferire la cittadinanza italiana o per intitolare al 'Milite ignoto - medaglia d’oro al valor militare' piazze, vie o altri luoghi pubblici, al fine di riconoscere in ogni luogo d’Italia la 'paternità' di quel caduto, affinché quel soldato, sepolto sull’Altare della Patria cento anni fa e voluto come 'di nessuno', diventi invece patrimonio 'di tutti' "

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