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Il Teatro piange la scomparsa improvvisa di Rachele Viggiano: attrice protagonista con garbo dei palcoscenici baresi

A darne notizia la compagnia Tiberio Fiorilli. A portarla via un cancro a 53 anni. Il ricordo di Vito Signorile del Teatro Abeliano: "Gioiosa e amante de suo lavoro". Licia Lanera: "Col marito Dino ci aiutò nel nostro primo spettacolo"

“Con immenso dolore comunichiamo la prematura ed improvvisa perdita della nostra amata Rachele. Che le preghiere di ognuno di noi possano accompagnarla nella pace eterna”. Il teatro piange la morte di Rachele Viggiano. Le parole con le quali la compagnia Tiberio Fiorilli ha dato la notizia della scomparsa dell’attrice 53enne fanno trasparire il dolore che in questo momento accomuna la collettività tutta che ruota attorno al teatro e al teatro barese più di ogni altro. “Il dolore si accentua quando si vola via essendo ancora giovani. Collega di grande professionalità e amica generosa di sorrisi. Mancherai a chi ti ha conosciuta sulla scena e fuori” scrivono dal tetro Abeliano, palcoscenico sul quale l’attrice si era esibita più volte sotto la direzione di Vito Signorile.

“Sono le notizie che ti sconvolgono la vita – racconta il direttore del teatro del rione Japigia -, Rachele era un’amica nella vita e collega di una professionalità esemplare. L’ha portata via in breve tempo un male che le ha dato poco. Questa morte improvvisa moltiplica il dolore per quella che ti appare un’ingiustizia”.

Signorile la ricorda accanto al marito Teo Signorile, per tutti Dino, o protagonista ne La Mandragora e, soprattutto, in Sogno di una notte di mezza estate, come persona gioiosa e simpatica, professionista garbata e presa del suo lavoro, anche per sceneggiati e film. “Proprio in questi giorni – aggiunge -  col Teatro Abeliano stiamo trasmettendo in streaming alcuni nostri spettacoli, tra questi ci sono quelli in cui Rachele è tra i protagonisti in scena. In Sogno di una notte di mezza estate eravamo in 22, una produzione molto bella che raccolse attori di varie compagnie. Lei c’era sempre”.

"Ricordo i primi tempi della nostra carriera - racconta l'attrice Licia Lanera -, lei e il marito Dino diedero a noi di Fibre Parallele lo spazio per provare Mangiami l'anima, furono tra i primi ad aiutarci concretamente: entrambi generosi e persone per bene".

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