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Addio a Vittorio Tanzarella, fu consigliere comunale e assessore: "Lungimirante innovatore"

Avvocato, aveva 91 anni. Il ricordo del sindaco Decaro: "La città piange la scomparsa di un grande uomo che ha rappresentato un pezzo significativo della sua storia recente"

Si è spento all'età di 91 anni Vittorio Tanzarella. Noto avvocato, è stato a lungo consigliere comunale, negli anni 1956-57 e tra gli anni '70 e '80, ricoprendo anche l'incarico di assessore al decentramento e ai servizi sociali.

Decaro: "Lungimirante innovatore, grande uomo per la città"

"Professionista stimato, promotore dei movimenti dei cattolici del dissenso e amministratore comunale, lungimirante innovatore nel campo delle politiche del decentramento amministrativo e del welfare. È stato amministratore comunale negli anni più difficili in cui il furore ideologico infiammava le piazze e bloccava le istituzioni. Il suo tratto umano, la sua disponibilità al dialogo, la sua competenza e la sua riconosciuta autorevolezza lo hanno reso protagonista di pratiche di governo cittadino fondate sui valori cristiani del rispetto della dignità umana, del sostegno ai più deboli e della necessità di favorire politiche di integrazione e inclusione sociale - scrive di lui, in una nota di cordoglio, il sindaco Antonio Decaro - Particolarmente attento ai temi del decentramento amministrativo fu, insieme a Stefano Bianco, il promotore delle circoscrizioni comunali". "La sua innata vocazione pacifista, alimentata alla scuola di don Tonino Bello, lo portò a promuovere la rete delle città per la pace e contro il nucleare. Bari oggi è un Comune denuclearizzato grazie all'impegno e alla passione politica e civile di Vittorio. La città piange la scomparsa di un grande uomo che ha rappresentato un pezzo significativo della sua storia recente. A titolo personale e a nome dell'intera comunità cittadina, alla famiglia, e in particolare ai figli Giovanna e Francesco, giungano le espressioni di affettuoso cordoglio".

Emiliano: "Politico moderno"

“Apprendo con grande tristezza della morte di Vittorio Tanzarella, avvocato di grande profilo, politico lungimirante e moderno durante il periodo più difficile per le forze progressiste baresi. Vittorio è stato il punto di riferimento di un’idea diversa di città, quando ancora nessuno parlava di ambiente, di bonifiche dall’amianto, di abusi edilizi e di risanamento delle periferie. Era un uomo delicato e forte, dal sorriso dolcissimo, a volte sardonico, capace di alternare il latino al dialetto, e di passare da una raffinata cultura umanistica alla forte determinazione con la quale perseguiva le sue intuizioni profetiche, come la dichiarazione di deneuclearizzazione della Città di Bari.
Era il simbolo più rispettato della resistenza delle persone perbene contro gli abusi e gli eccessi di una Bari piena di luci effimere che lasciavano invisibili malaffare, povertà e criminalità organizzata. Quando tutti erano distratti dall’ottimismo ingiustificato che dominava, Vittorio richiamava amici e avversari ad un nuovo umanesimo ricollocando al loro posto i valori fondanti della Costituzione e del Vangelo. In Consiglio comunale impegnò sempre gli indifferenti e i distratti promuovendo l’associazionismo e la militanza, senza mai eccedere in ideologismi privi di costrutto.  Sono stato felice di aver aver potuto da sindaco di Bari realizzare il decentramento amministrativo che aveva immaginato molti anni prima assieme a tante altre sue visioni che egli ha pazientemente e impercettibilmente seminato in noi come solo i grandi Padri sanno fare. Gli attuali Municipi della Città di Bari sono il frutto della sua lezione politica di rilancio delle periferie come luoghi pulsanti dei diritti di cittadinanza e della politica costruita dal basso grazie alla partecipazione di tutti, politici e non, intellettuali e popolo senza distinzioni e snobismi. La visione di Bari come Metropoli Mediterranea delle Pace è diventata poi realtà quando finalmente le sue visioni si realizzarono nelle amministrazioni comunali che videro vittorioso il centrosinistra negli anni successivi anche grazie al suo lavoro politico di preparazione di quei processi politici. Ha fatto crescere e protetto in anni complessi una classe dirigente progressista che, forgiata da una durissima opposizione alle visioni conservatrici ed edoniste, costituì successivamente l’ossatura della rinascita del capoluogo pugliese. Il suo contributo gentile e mite nello stile personale e politico non fu per questo meno determinante per scardinare nel tempo quel sistema di potere, restituendo ruolo alla sinistra nel governo di Bari. A Giovanna e Checco, in amicizia, va il mio abbraccio pieno di gioia per i doni che Vittorio ha elargito a noi tutti a piene mani ovunque si sia impegnato. Possono accompagnarlo adesso con grande orgoglio e consapevolezza perché Egli ha compiuto un bellissimo cammino terreno tenendo insieme in armonia la sua Fede discreta e libera e il rispetto per le istituzioni repubblicane nate dalla Resistenza. Pochi sono stati capaci di tanto”.

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