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Il ritratto del nuovo Margherita nei colori di Van Gogh: l'arte del pittore olandese si fa show tra immagini e animazioni

La mostra sarà inaugurata tra poche settimane: si attende, infatti, la consegna del cantiere del rinnovato teatro, chiuso dal 1980. Grandi schermi, musica e proiezioni racconteranno il genio di uno degli artisti più amati

Riaprire dopo 38 anni con un'icona dell'arte mondiale, capace di parlare con i colori e le pennellate a grandi e bambini, attraverso la straordinaria forza evocativa del suo messaggio artistico. Sarà l'arte Vincent Van Gogh ad inaugurare, al termine di un'interminabile chiusura, gli spazi del rinnovato teatro Margherita di Bari. Mancano poche settimane, infatti, al vernissage dell'attesa mostra Van Gogh Alive - The Experience, viaggio tra immagini, proiezioni e suoni nell'universo pittorico e personale del'artista olandese: un vero e proprio evento che nel resto del mondo ha fatto registrare affluenze importanti, come nell'ultimo caso a Genova dove negli spazi dei Magazzini del Cotone hanno trovato posto circa 40mila visitatori.

L'evento riaprirà il Margherita dopo quasi 40 anni

La mostra. organizzata da 'Time for fun' e Cube', con allestimento sviluppato dagli australiani di 'Grand Exhibition', sarà predisposta nei prossimi giorni. Si attende, infatti il via libera per la consegna ufficiale del teatro Margherita dove, in queste settimane, si stanno ultimando gli interventi del primo lotto funzionale, ovvero torre scenica, grande sala e foyer, che consentiranno una prima riapertura, in attesa del completamento anche del secondo lotto d'interventi il cui inizio è previsto tra diversi mesi, permettendo così l'utilizzo al 100% dello storico teatro di varietà, vero e proprio unicum per storia e architettura in Italia. Il Margherita, realizzato sullo specchio d'acqua antistante il lungomare tra il 1912 e il 1914 come alternativa per aggirare l'intesa tra i proprietari del Petruzzelli e il Comune che di fatto impediva la realizzazione di un altro teatro simile in città, ebbe fortune alterne col passare dei decenni: da varietà a luogo di spettacoli per le truppe alleate durante la Seconda Guerra Mondiale fino addirittura a cinema, ultima metamorfosi prima della malinconica chiusura del 1980, preludio al degrado della struttura solo recentemente restituita ai vecchi splendori seppur con profondi cambiamenti. 

Come si articolerà la mostra

Ci penseranno le proiezioni vangoghiane, a distanza di quasi 4 decenni, a spalancare le porte di quello che sarà il fulcro del nuovo Polo del Contemporaneo: la mostra, in città presumibilmente (non è ancora certo) fino a febbraio 2019, sarà allestita negli spazi recuperati del foyer e della grande sala dove saranno collocati dei veri e propri schermi per le proiezioni immersive dei più celebri dipinti di Vincent, sfruttando plasticità delle strutture e grandi altezze. A rendere ancor più affascinante lo scenario, un'illuminazione mirata e ben studiata. I grandi ambienti del Margherita vedranno vere e proprie esplosioni di colori e animazioni ad impatto, come quella della celebre 'Notte Stellata' o dei 'Girasoli'. Il tutto sarà accompagnato da una colonna sonora ad hoc composta anche dai più noti brani di musica classica: "Saranno ben 3mila - spiega Claudio Panadisi, organizzatore della mostra ed amministratore della 'Time for fun' - le immagini modulate attraverso la computer grafica. Non è una semplice proiezione del dipinto, per intenderci. Siamo davvero entusiasti di riaprire il Margherita con una mostra ad alta tecnologia come questa. Lo storytelling su Van Gogh si svilupperà attraverso un racconto sulla vita e le opere del grande pittore olandese, fonte d'ispirazione per tutti, a cominciare dai più piccoli che sono inevitabilmente attratti dai colori e dalle immagini dei dipinti. E' una mostra molto fruibile per le scuole e con un approccio molto fattibile proprio per i più giovani".

Una scelta, quella della 'experience' di Van Gogh, che vuole essere un esempio di ciò che potrà diventare il Margherita: non solo un polo dell'arte contemporanea con mostre di nicchia, ma, soprattutto un luogo per il grande pubblico, da far conoscere a diverse generazioni che per decenni hanno visto solo un vecchio rudere con le finestre rotte o sbarrate, buio e con gli intonaci cadenti, a ricordare i fasti che furono. L'attesa è fortunatamente giunta al termine: il nuovo autoritratto del Margherita sarà svelato a breve. 

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