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I muretti a secco diventano patrimonio dell'Unesco, Puglia promotrice italiana della proposta

La candidatura era stata presentata insieme ad altre 7 nazioni. La Regione: "Si tutale così una tradizione che ha uno dei suoi punti di forza in Puglia, ma che unisce in pratica tutta la Penisola"

Se il muretto a secco è diventato ufficialmente un patrimonio da difendere, il merito è anche un po' della Puglia. È infatti tra le regioni proponenti per l'Italia, come ricordato dall'assessore regionale all'Industria culturale e turistica, Loredana Capone, della candidatura dell'"Arte dei muretti a secco" a patrimonio dell'umanità come elemento immateriale.

La conferma su Twitter

Mozione accolta dall'Unesco, come confermato su twitter proprio dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. L'Italia aveva presentato la candidatura insieme a Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Si è così voluto tutelare un'arte che rappresenta una relazione armoniosa tra uomo e natura. Un elemento di condivisione tra tutte le regioni italiane, ma che vede in Puglia uno dei suoi centri principali. Le strutture a secco sono sempre fatte - ha ricordato l'Unesco - in perfetta armonia con l'ambiente e la tecnica esemplifica una relazione armoniosa fra l'uomo e la natura. Si tratta di uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi che per scopi collegati all'agricoltura".

Le parole di Emiliano

Soddisfazione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per il risultato conseguito: “I muretti a secco rappresentano un patrimonio identitario - ha ricordato in una nota per tutta l’Italia, per il Mediterraneo e per la Puglia in particolare. La nostra terra, dal Salento alla Capitanata, è incorniciata dai muretti a secco, opere che tracciano il lavoro dell’uomo rispettoso dell’ambiente, testimonianza di una storia contadina antica che mantiene intatta la
sua autenticità nel tempo". "Questo riconoscimento - prosegue - celebra un elemento della nostra tradizione che identifica i luoghi della nostra memoria e che si tramanda di generazione in generazione. Grazie a Unesco potremo valorizzare ancora di più l’unicità del nostro territorio e far apprezzare tutta questa bellezza ai visitatori e ai turisti che verranno a trovarci da ogni parte del mondo”.
 

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