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Non si ferma il sostegno per i bambini di Neuropsichiatria dell'Asl Bari: 1400 ragazzi seguiti durante il lockdown

Gli operatori della riabilitazione hanno sperimentato l’uso delle nuove tecnologie della comunicazione, utilizzando il canale Skype, Google Meet, Whatsapp e cimentandosi con la videoconferenza, e hanno velocemente reinventato il loro lavoro

Sono 1400 i pazienti seguiti dalla Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA) dell’ASL di Bari durante i mesi di lockdown a causa dell'emergenza coronavirus. Nonostante lo stop alle visite ambulatoriali, è proseguita senza sosta l'attività rivolta ai pazienti tra i 2 e i 18 anni, affetti da diverse patologie: disabilità intellettive, autismo, disturbo da deficit di attenzione/iperattività, disturbi specifici dell'apprendimento, disturbi del linguaggio e del comportamento, patologie neurologiche neuromotorie, disarmonie evolutive, esordi precoci e disturbi di varia natura psichiatrica.

Gli operatori della riabilitazione hanno sperimentato l’uso delle nuove tecnologie della comunicazione, utilizzando il canale Skype, Google Meet, Whatsapp e cimentandosi con la videoconferenza, e hanno velocemente reinventato il loro lavoro. La riabilitazione in remoto è nata così, per necessità e per la volontà di andare oltre lo spazio e il tempo, di vedere un’opportunità dietro ciò che sembrava un ostacolo: "Riuscendo in tre mesi – spiega il direttore della NPIA, Vito Lozito – ad assicurare migliaia di prestazioni in remoto, tra visite, consulenze, terapie, colloqui. Un lavoro intenso che ha impegnato tutte le nostre Aree, Metropolitana, Nord, Sud e Alta Murgia e i centri di Npia sparsi sul territorio, in grado di garantire le terapie classiche dove non si poteva fare diversamente, ma anche d’innovare laddove c’erano possibilità tecnologiche per evitare d’interrompere percorsi già iniziati e, soprattutto, per non perdere il contatto umano con i pazienti". E ora questa esperienza, una vera e propria esplorazione di modalità alternative di fare terapia, viene raccontata in un video, “cucito” con le parole sincere (“ci abbiamo provato…”)  di operatori e terapisti e le immagini – sempre rispettose della loro privacy - dei piccoli pazienti. Protagonisti principali, assieme ai sanitari e alle famiglie di questa alleanza terapeutica capace di trasformare un progetto sperimentale in un modo innovativo, sicuro ed efficace, di fare riabilitazione durante l’emergenza Covid 19. Un’attività che resterà anche oltre, essendo divenuta patrimonio degli specialisti della NPIA che, a seconda dei casi e delle situazioni, potranno decidere di utilizzare anche questi nuovi strumenti e metodiche acquisiti e affinati sul campo.

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