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"Io e mio marito operatori sanitari over60 ancora senza vaccino": biologa e anestesista costretti a chiudere l'attività

Rossella Triggiani e Domenico Amoruso attendono ancora di capire perché non sono stati vaccinati. Hanno uno studio a Noicattaro: "Non vogliamo favoritismi ma solo risposte ai nostri diritti"

“Abbiamo 63 e 64 anni, ci siamo iscritti a tutte le liste di nostra competenza, dagli ordini al sito web della Regione, ma non abbiamo avuto alcune risposta. Ed è quello che cerchiamo di avere da mesi, una risposta, seria”. Rossella Triggiani e Domenico Amoruso, moglie e marito, attendono ancora di capire perché non sono stati vaccinati. Sono operatori sanitari. Lei è biologa, lui anestesista. Hanno uno studio privato a Noicattaro rispettivamente come nutrizionista e specialista nell’agopuntura e nella terapia del dolore. Hanno dovuto chiudere l’attività per ragioni di sicurezza da un anno, dall’inizio della pandemia, ma non riescono ad avere notizie della loro vaccinazione. Per questo Triggiani ha scritto al governatore pugliese Michele Emiliano.

“Mi rivolgo a lei, dandole del lei, pur avendo un rapporto amicale che dura da 47 anni, perché esigo una risposta ufficiale alla mia domanda. Colleghi biologi molto più giovani di me hanno avuto il vaccino, colleghi medici di mio marito, molto più giovani hanno avuto il vaccino, noi no. Io ho chiuso il mio studio privato a marzo 2020 per precauzione e mio marito ha sospeso le sue prestazioni occasionali, con conseguenza sul bilancio familiare che lei può facilmente immaginare. Ci siamo iscritti a tutti gli elenchi possibili e immaginabili segnalando la nostra disponibilità alla vaccinazione, l'ordine dei Biologi sostiene di aver dato gli elenchi alla regione Puglia, per cui declina responsabilità, l'ordine dei medici di Bari ha la casella dei messaggi piena e nessuno risponde. Siamo chiusi in casa da un anno, ligi alle indicazioni, ora siamo stanchi. Vogliamo risposte a cui crediamo di avere diritto”. Triggiani racconta anche di avere anche un rapporto personale col presidente della Regione, di avere le “conoscenze” come spesso si dice in questi casi, ma che non è nello stile della sua persona mettere in moto questi meccanismi se pur solo per avere una risposta, chiara.

“Non pretendiamo il vaccino -  racconta – ma solo una risposta chiara, che ci spieghi le motivazioni per le quali non siamo stati richiamati in base agli elenchi. Non sappiamo esattamente a chi rivolgerci dopo una serie di non risposte”. Non solo. La biologa e il marito ricordano anche di essersi iscritti nelle liste dei volontari della Regione, assieme ai farmacisti, ad esempio, perché abilitati nel fare le somministrazioni e, quindi, arruolabili nella campagna vaccinale. “Anche sul tipo di vaccino vorremmo spiegazioni, in passato ho avuto forme di trombosi all'occhio e non so se AstraZeneca faccia al mio caso.Attendiamo anche per questo – spiega,- per avere delle risposte è un nostro diritto, non certo un favore”.

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