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Al molo San Nicola il sit-in di 'Non una di meno' per l'8 marzo: "Basta con le discriminazioni sulle donne"

Si è svolto anche a Bari lo 'Sciopero globale femminista' con la partecipazione di numerose associazioni: "No al ddl Pillon e agli obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche"

Foto Arcigay Bari fb

Si è svolto questo pomeriggio, al molo San Nicola sul lungomare di Bari, l'appuntamento organizzato dal movimento femminista 'Non una di meno' in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Il sit-in per lo "Sciopero globale femminista", al quale hanno partecipato numerose associazioni, voleva puntare i riflettori su "quanto ancora oggi pesino i retaggi patriarcali nella nostra società: dagli stereotipi rispetto ai ruoli domestici e lavorativi, alle restrizioni socio-economiche" fino "ai tabù riguardanti corpo e sessualità, alle molestie sessuali di cui ancora troppe donne sono protagoniste" arrivando a "violenze fisiche, stupri e femminicidi".

"L’attuale Governo - spiega il movimento 'Non una di meno' - sta portando avanti politiche che ledono la dignità della persona e ne limitano la libertà, dividendo la società in categorie da mettere l’una contro l’altra. A subirne il peso sono quindi le donne che chiedono il divorzio, con il DDL Pillon, additate come fredde calcolatrici, ne si limita l’emancipazione economica e vengono accusate di voler “sottrarre i figli ai padri”, impedendo i percorsi di fuoriuscita dalla violenza (ricordiamo che, stando ai dati ISTAT, quasi una donna separata o divorziata su due è vittima di violenza domestica). Nella stessa linea si muovono le leggi in materia di immigrazione e sicurezza urbana, dal Decreto Minniti Orlando a quello Salvini: leggi volte solo a lasciare morire le persone, nelle rotte migratorie e nella morsa della criminalità, alimentata dalla creazione ad arte di nuovi clandestini, con la sottrazione dei documenti a tantissime persone. Proprio la città di Bari, le cui istituzioni vogliono vantare percorsi positivi di contrasto a tali leggi, respinge alla frontiera del Porto il più alto numero di persone d’Italia, 3.500 l’anno, il 30% del totale nazionale".

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