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Nuovo Dpcm in arrivo: ipotesi stop all'asporto per i bar dopo le 18, divieto di spostamento tra tutte le regioni

Il governo lavora al nuovo provvedimento che sarà in vigore dal 16 gennaio: si pensa ad uno stop agli spostamenti tra tutte le regioni, verso la conferma del coprifuoco. E prende corpo l'idea della 'zona bianca' nei territori con Rt al di sotto di 0,50

Regole più stringenti, anche per le zone gialle, con l'ipotesi di uno stop all'asporto per i bar a partire dalle 18, il divieto di spostamento tra tutte le regioni e la conferma del coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Il governo lavora al nuovo Dpcm che entrerà in vigore dal 16 gennaio, con un provvedimento che sembra prospettare una nuova stretta sulle regole antiCovid.

Il nuovo Dpcm 16 gennaio: nuove restrizioni e divieti confermati

Una delle ipotesi emerse in queste ore (che rappresenterebbe una novità rispetto alle restrizioni finora adottate) è il possibile divieto di asporto dopo le 18 per i bar, che dunque continuerebbero a poter effettuare solo il servizio a domicilio. Sembra essere confermato il coprifuoco notturno, e potrebbe restare anche lo stop allo spostamento tra regioni che caratterizza l'attuale zona gialla 'rafforzata'. Resta invece 'in sospeso' l'idea di far scattare la zona arancione per tutti i weekend: l'ipotesi, ventilata in un primo momento, sarebbe stata accantonata, ma non è detto che alla fine non venga inclusa nel provvedimento. Non dovrebbe cambiare la norma che prevede la possibilità una sola volta al giorno e per un massimo di due persone (oltre ai minori di 14 anni) di andare a trovare amici o parenti. Nel provvedimento entrerà molto probabilmente anche la proroga della chiusura degli impianti da sci, che al momento dovrebbero riaprire il 18 gennaio. Resteranno ancora chiuse palestre e piscine, così come teatri e cinema.

La zona bianca

Altra novità che potrebbe arrivare col prossimo Dpcm, è quella della 'fascia bianca', ovvero una zona con minori restrizioni che scatterebbe per i territori con indice di contagio Rt al di sotto di 0,50 e incidenza di casi ogni centomila abitanti al di sotto di 50. Come riporta Today.it, nella zona bianca: non dovrebbe essere in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 (altrimenti non avrebbe senso tenere aperti bar e ristoranti); non dovrebbero esserci limitazioni all'apertura e al servizio di bar, ristoranti, pub, locali pubblici in generale;  dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili a quelle introdotte durante il primo lockdown, palestre e piscine attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e dello Sport; dovrebbero riaprire, con regole e limitazioni simili  a quelle introdotte durante il primo lockdown, musei, mostre, teatri, cinema e sale da concerto attraverso un protocollo da stilare tra gli operatori e il ministero della Salute e della Cultura. 

La zona rossa e lo scontro con le Regioni 

Un punto destinato a creare attriti governo/Regioni potrebbe riguardare i nuovi criteri per entrare in zona rossa. L'intenzione di Palazzo Chigi sarebbe quella di seguire le raccomandazioni di Istituto Superiore di Sanità e Comitato Tecnico Scientifico: se l'incidenza settimanale dei casi supera i 250 casi ogni centomila abitanti, la regione finisce automaticamente in zona rossa. Ma il criterio potrebbe incontrare l'opposizione delle Regioni: in mattinata è in programma un vertice con i governatori e il ministro Boccia.
 

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