Mercoledì, 22 Settembre 2021
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"Scuole chiuse ma si favorisce movida", l'intervento di Decaro sul Dpcm poi il chiarimento del governo: "Resta divieto asporto dopo le 18"

Il sindaco di Bari e presidente Anci: "Le uniche misure di restrizione sembrano riguardare le lezioni in presenza, ci aspettiamo una spiegazione". Le critiche sul punto relativo all'eliminazione del divieto di asporto dopo le 18. Poi il chiarimento del governo: divieto resta per le attività con codice Ateco 56.3

"Con una mano si chiudono le scuole e con l'altra si elimina il divieto di asporto per tutti dopo le 18, favorendo così di fatto gli assembramenti nei luoghi della movida e nei pressi di bar e locali frequentati per lo più dai ragazzi". A parlare è il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro: nel mirino delle critiche, il nuovo Dpcm varato ieri dal governo Draghi.

"Se si consente l'asporto di bevande e drink si favoriscono gli assembramenti. Lo abbiamo detto e ripetuto al precedente governo così come all'attuale. Anche oggi. Le uniche misure di restrizione sembrano riguardare le lezioni in presenza", aggiunge ancora Decaro. "Gli stessi ragazzi che il Governo dice di voler preservare dai luoghi del contagio- aggiunge- consentendo la sospensione delle lezioni in presenza, vengono autorizzati ad affollare i luoghi della movida". 

"Sinceramente così a non capire il senso delle norme non sono soltanto genitori, ragazzi e cittadini in genere, ma anche noi sindaci - sottolinea il presidente Anci - che rischiamo di diventare solo il bersaglio delle richieste di fare controlli senza averne neanche la competenza". "Ci aspettiamo quantomeno una spiegazione visto che nessun componente dell'esecutivo presente oggi nella cabina di regia ha sollevato l'argomento né ha parlato di questa norma di liberalizzazione dell'asporto che si stava pensando di introdurre", conclude Decaro.

I chiarimenti del governo

Palazzo Chigi in una nota ha successivamente chiarito che nel nuovo Dpcm "resta il divieto di asporto e consumo di bevande dai bar dopo le 18.00". In particolare, l'articolo 27 del nuovo Dpcm che al punto 2 specifica che: "Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l'attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dal codice ATECO 56.3 (ovvero bar e altri esercizi simili senza cucina, ndr) l'asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18:00". Nella nota del governo, si precisa infatti che "è rimasto il divieto di asporto per le attività dei bar (codice ATECO 56.3) dopo le 18.00, come per gli altri esercizi commerciali della stessa tipologia. Viene consentito ora l’asporto solo fino alle 22.00 dalle enoteche o esercizi di commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25). Resta, ovviamente, vietato il consumo sul posto".
 

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