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La nuova stretta anticovid della Regione e l'ordinanza di Decaro: dalle scuole in dad ai negozi chiusi alle 19, ecco cosa cambia a Bari

La combinazione dei due provvedimenti emanati ieri fa scattare per Bari una serie di restrizioni che di fatto sembrano anticipare lo scenario che va delineandosi a livello nazionale

Non c'è solo lo stop alle lezioni in presenza dal 12 marzo al 6 aprile per le scuole delle province di Bari e Taranto. Nella nuova ordinanza anticovid emanata ieri dalla Regione, sono fissati anche nuovi divieti volti a contrastare gli assembramenti (tra cui il divieto 'di stazionare con persone non conviventi' in strade e piazze). A queste misure si sommano, nella città di Bari, le restrizioni imposte da un'altra ordinanza, quella firmata - sempre ieri - dal sindaco Antonio Decaro, che prevede, tra i punti principali, la chiusura dei negozi alle 19. Un provvedimento, quest'ultimo, condiviso con i sindaci di tutti i 41 Comuni dell'area metropolitana al fine di adottare una linea restrittiva unitaria. Entrambi i provvedimenti - come spiegato sia da Emiliano che da Decaro - sono legati al sensibile aumento di contagi che si stanno registrando nel Barese: in particolare, in provincia di Bari, il tasso di incidenza settimanale aggiornato a ieri ha raggiunto valori pari a 306 per 100.000 abitanti (ben oltre i 250 fissati come 'soglia di guardia' dall'ultimo Dpcm). La combinazione dei due provvedimenti, di fatto, fa scattare per la città di Bari una stretta che sembra anticipare quella che va delineandosi in queste ore a livello nazionale (e in attesa anche del monitoraggio dell'Iss di domani che porterà alle nuove ordinanze del Ministero della Salute sui colori delle Regioni, con la Puglia inevitabilmente destinata a lasciare la zona gialla). Ricapitoliamo dunque, nel dettaglio, cosa prevedono le due ordinanze.

Lo stop alle lezioni in presenza (per le province di Bari e Taranto)

Per le due province pugliesi interessate dal superamento dei 250 contagi per 100mila abitanti, l'ordinanza emanata ieri dalla Regione dispone, dal 12 marzo fino al 6 aprile, lo stop alle alle lezioni in presenza per gli istituti di ogni ordine e grado (la sospensione delle attività include anche nidi e scuole dell'infanzia) con il ricorso alla didattica digitale integrata. Resta salva, specifica l'ordinanza, "la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali". 

Il 'divieto di stazionamento' e le altre restrizioni nell'ordinanza regionale

Come detto, nei primi due articoli la stessa ordinanza fissa anche alcuni divieti in ottica anti-assembramento. In particolare, come sintetizzato sul sito della Regione, viene istituito il "divieto di stazionare con persone non conviventi o non appartenenti al proprio nucleo familiare nei pressi degli istituti scolastici, nelle piazze, nelle pubbliche vie, lungomare e belvedere, se non per per usufruire di servizi essenziali" (punto che sta suscitando non poche perplessità e critiche). Previsto inoltre, "dalle 18 di giorni festivi e prefestivi, divieto di asporto di bevande da attività autorizzate alla somministrazione e distributori automatici h24; dalle 18 divieto di asporto dai bar". Resta l'obbligo di indossare la mascherina all'esterno e all'interno dei locali, salvo il tempo della consumazione; di esporre all'ingresso del locale un cartello che indichi il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente; resta fortemente raccomandata la consegna a domicilio di alimenti e bevande. Ai sindaci viene lasciata facoltà di disporre ulteriori restrizioni sui propri territori comunali.

L'ordinanza di Decaro a Bari: negozi non essenziali chiusi alle 19

Quest'ultimo è il caso di Bari, dove, come detto, all'ordinanza regionale si sommano gli effetti di quella più restrittiva emanata da Decaro, che prevede, da oggi 11 marzo fino a domenica 28 marzo: il divieto di asporto di alimenti e bevande dalle ore 18.00 per tutte le attività di ristorazione comprese nel Codice ATECO 56 (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, food-truck, ecc.) e per tutte le attività di commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati comprese nel Codice ATECO 47.25; la chiusura dei distributori automatici h24 di alimenti e bevande a decorrere dalle ore 18.00 alle ore 7.00 del giorno successivo; con riferimento all’intero territorio comunale, la sospensione dalle ore 19 delle attività di vendita al dettaglio (fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari, giornali e periodici, medicinali e articoli medicali, fiori e articoli florovivaistici, tabacchi, combustibili per uso domestico e carburanti per autotrazione, articoli funerari) sia negli esercizi di vicinato, sia nelle medie e grandi strutture di vendita, ancorché ricomprese nei centri commerciali, e ferme restando le chiusure nei giorni festivi e prefestivi di cui all’art 26 co. 2 DPCM 2 marzo 2021.

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