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Chiusura ospedale in Fiera, Emiliano confida nella proroga dello stato di emergenza: "Può servire per la variante Delta"

Il governatore elenca i motivi della realizzazione e fotografa la situazione della struttura, che potrebbe essere smantellata il 31 luglio, servita anche a finanziare, a suo dire, l'Ente Fiera. Forza Italia e Fdi: "Dichiarazioni inquietanti"

La speranza che lo stato d’emergenza sia prorogato fino alla fine dell’anno. La certezza che l’ospedale Covid possa essere smontato e rimontato altrove. L’intenzione di finanziare in qualche modo la struttura attraverso l’affitto. Il governatore pugliese Michele Emiliano elenca i motivi della realizzazione e prova a fotografare l’attuale situazione dell’ospedale per le maxi emergenze alla Fiera del Levante. Un auspicio, dettato anche dal potenziale pericolo della diffusione della variante Delta del Coronavirus, condiviso, a suo dire, anche da altre regioni. Che eviterebbe di dover smobilitare dopo circa cinque mesi di attività una struttura costata 25 milioni di euro, fortemente criticata da sindacati di categoria di medici e infermieri, opposizione in Regione ed esercenti attivi all’interno della stessa Fiera.

“Il Comune di Bari è uno dei soggetti dell’ente fiera – ha precisato Emiliano - e quindi ha un peso grosso. Così come lo ha la Regione, perché la Fiera del Levante sta in piedi anche grazie all’impegno enorme della Regione Puglia per ogni edizione. Noi investiamo milioni e milioni di euro ogni volta. Abbiamo anche trasferito al suo interno le sedi dell’assessorato alla cultura, di Puglia Promozione e Apulia film commission. Quindi salvaguardare la Fiera è un obiettivo comune, mettendo in condizione l’ente di avere delle entrate fisse a prescindere dalle manifestazioni fieristiche. Ovviamente senza perdere volumi espositivi, questo è chiaro”. La struttura è stata realizzata dalla Protezione civile in deroga alle consuete normative, proprio in virtù dello stato di emergenza, garantendo 152 posti letto, convertibili in terapia intensiva, che hanno contribuito grazie alla gestione del Policlinico e nonostante le perplessità sulla qualità e il numero del personale addetto, a far fronte alla terza ondata di ricoveri, dovuta alla cosiddetta variante inglese.

"L'idea alla quale stiamo lavorando con l’ente Fiera - ha spiegato Emiliano - è quella di dar vita ad un accordo che consenta alla Fiera di avere nuovi padiglioni espositivi nelle aree scoperte e a noi di mantenere la disponibilità degli spazi per le funzioni legate ai piani pandemici generali o di prevenzione delle grandi emergenze. Abbiamo scelto la Fiera per ospitare il padiglione maxi emergenze perché, innanzitutto, si trattava di un luogo pubblico e poi, in quel modo, abbiamo anche consentito alla fiera di superare un momento finanziariamente complicato attraverso il pagamento dell’affitto. Abbiamo fatto tutto quello in maniera concordata. Il centro emergenza noi comunque lo dobbiamo fare, quindi da qualche parte lo faremo, anche perché quello che è dentro il Padiglione maxi emergenze può essere spostato”.

Sulla questione finanziaria e le parole di Emiliano che parlano del pagamento dell'affitto all'Ente Fiera utile a far superare un momento difficile dal punto di vista economico, è intervenuto il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Ignazio Zullo "Allora - scrive il consigliere del partito di Giorgia Meloni -  avevamo visto giusto, in conferenza stampa il 1° febbraio scorso, quando avevamo sospettato che la scelta della Fiera del Levante per la realizzazione dell’ospedale Covid - che costava solo di affitto 111mila euro al mese -nascondesse la volontà della Regione Puglia di far entrare nelle casse della società che gestisce una bella boccata d’ossigeno extra. Ma le parole del presidente Emiliano – messe nero su bianco in una nota - sono INQUITANTI per molti versi. In sintesi lui sostiene che: siccome pago faccio quello che voglio (<Noi investiamo milioni e milioni di euro ogni volta>), compreso inventarmi di sana pianta un ospedale (improponibile scientificamente e tecnicamente) sulle maxi emergenze.

Sul possibile epilogo dell’ospedale per le “maxi emergenze” ha attaccato con una nota anche Forza Italia, firmata dai consiglieri regionali Stefano Lacatena, Giandiego Gatta e Paride Mazzotta, che parlano di disastro annunciato. “Non ci fa piacere – scrivono -  dire che fummo facili profeti: l’ospedale deve essere smantellato entro luglio, quando si concluderà il periodo di emergenza, perché non dotato delle autorizzazioni necessarie. Avvertimmo il presidente Emiliano in tempi non sospetti: la scelta della Fiera era sbagliata e andavano utilizzate le strutture degli ospedali dismessi sul territorio per far fronte all’esigenza di altri posti letto per il Covid. Non fummo ascoltati ed oggi la situazione è paradossale: anche se ci fossero le autorizzazioni, si può immaginare un ospedale nel perimetro di quello che era un fiore all’occhiello per la Puglia, la nostra fiera campionaria? Si può per caso, solo per caso, immaginare di aprire le porte agli espositori e visitatori, magari nel mentre circolano nel complesso fieristico delle ambulanze?”.

I tre consiglieri di opposizione sottolineano anche una serie di errori, che hanno pesato nella gestione e rischiano di farlo per il futuro.“Come dimenticarsi di acquistare i reni artificiali – aggiungono -, che servono quasi sempre per assistere i pazienti Covid”. 

Critiche che arrivano anche dall’Ordine degli infermieri di Bari. “L’avevamo detto e continuiamo a dirlo – dichiara il presidente Saverio Andreula – che quella è una struttura allestita oltre lr necessità che avevamo. Si sapeva che avrebbe fatto quella fine, lo avevamo anticipato. Ora ci aspettiamo che il bel numero assunto di infermieri destinati ai suoi reparti siano confermati, perché non sappiamo cosa accadrà il prossimo autunno”.

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