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L'ospedale Covid in Fiera a Bari e l'allarme dei sindacati: "Gravi criticità di sicurezza per operatori e pazienti"

L'appello di 8 sigle alla Regione: "Si poteva e si doveva fare meglio con una organizzazione che avrebbe dovuto svilupparsi già dal periodo estivo programmando, insieme ai medici, un piano organizzativo strutturato e definito"

Otto sigle sindacali di dirigenti medici pugliesi "non rifiutano di svolgere la loro opera in questo delicatissimo frangente pandemico nei propri luoghi di lavoro così come nella neo struttura Covid presso la Fiera del Levante" di Bari ma sottolineano "le gravi criticità della sicurezza per i pazienti e per gli operatori che lavorano presso quei padiglioni. La gestione non è stata mai condivisa con le parti sociali ed ora, con l'urgenza di intervenire, viene chiesto al personale sanitario tutto di operare in condizioni non ottimali e comunque in assenza di un corretto assetto organizzativo": è quanto affermano in una nota le segreterie  aziendali del Policlinico e della Asl di Bari di Aaroi/Emac, Federazione Cisl medici, Cgil Medici, Uil Medici, Anaao-Assomed, Fials Medici, Fvm e Fassid

I sindacati sottolineano che ci si è resi conto "solo dopo che la struttura è stata approntata che non c'era il personale sufficiente da parte del Policlinico di Bari" e che quindi "i vertici regionali hanno pensato di coinvolgere la Asl di Bari e più precisamente il Presidio Ospedaliero San Paolo cui è stato chiesto un contingente di 8 rianimatori ed 8 pneumologi".

"Solo nel novembre  - prosegue la nota - era stata approntata una struttura covid presso il San Paolo chiedendo la collaborazione del Professor Angarano. Quella struttura stava funzionando bene - sostengono - e ora di fatto la si riduce notevolmente e quasi la si smantella. Tutta questa operazione in realtà non aumenta il numero dei posti letto covid del territorio di Bari e della regione ma li si disloca in una struttura decentrata e non ancora organizzata per l'assistenza di pazienti ad alta criticità. A tutt'oggi non si è ancora a conoscenza dei precisi protocolli cui il personale presso il centro covid della Fiera deve attenersi, posto che le buone pratiche che si svolgono in strutture rodate non sono applicabili in quella sede". 

I sindacati paventano il rischio di episodi di difficile gestione che "potranno inevitabilmente comportare eventi che mettono a rischio la sicurezza delle cure e la salute dei pazienti e aprirebbero contenziosi medico legali che vedrebbero implicati dirigenti medici che con abnegazione stanno dando il loro contributo alla risposta sanitaria in assenza del richiesto scudo sanitario legato alla pandemia". "Non vediamo in tutto ciò un comportamento che possa definirsi strategico - rilevano i sindacati dei medici - , piuttosto un 'armiamoci e partite' senza chiari protocolli, con rischi anche riguardanti la veste giuridica di colleghi che devono lavorare in un ospedale appena edificato e, a nostro parere, non sicuro per quel che riguarda tutti i delicati aspetti lavorativi di una struttura logisticamente decentrata. Si poteva e si doveva fare meglio con una organizzazione che avrebbe dovuto svilupparsi già dal periodo estivo programmando, insieme ai medici, un piano organizzativo strutturato e definito. Non devono esistere eroi - concludono - ma professionisti disponibili, certo, a lavorare, ma al tempo stesso forniti di ogni tutela, purtroppo, gli eroi alla fine muoiono".

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