Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Ospedale Covid in Fiera, Ambrosi avverte: "Se gli spazi rimarranno occupati ci dovranno dare un'alternativa"

Il presidente della Nuova Fiera del Levante sulla struttura sanitaria:"I 111 mila euro di fitto sono destinati anche a noi, ma i mancati proventi delle attività che rischiano di saltare sono un danno enorme"

“Se i padiglioni possono servire a far fronte alla questione sanitaria non possiamo che essere sensibili all’argomento, la salute viene prima di tutto. Ma è inevitabile che il problema sanitario porti delle difficoltà anche economiche”.

Alessandro Ambrosi è presidente della Nuova Fiera del Levante, la srl controllata per l’85 per cento dalla Camera di commercio di Bari e per la restante parte da Bologna Fiere, che organizza campionarie e congressi avendo in concessione buona parte del quartiere fieristico. Il resto della struttura rimane invece nella gestione consiglio di amministrazione dell’Ente autonomo Fiera del Levante, presieduto dal settembre 2018 dall’imprenditore Pasquale Casillo su nomina della Regione. L’istallazione del nuovo ospedale Covid all’interno della Fiera ha portato con sé una serie di polemiche, dai problemi logistici per medici, infermieri e pazienti, a quelli sulle attività della Fiera, dai costi per la realizzazione dell’opera, circa 17 milioni di euro, a quelli per l’affitto mensile degli spazi, circa 111 mila euro.

I padiglioni coinvolti nei moduli dell’ospedale sono spazi di vostra competenza?

“Sì, dal padiglione 18 allo Spazio 7, sono strutture che rientrano nella nostra concessione. Questo fa comprendere come allo stato attuale sia difficile per noi organizzare eventi, al di là del blocco imposto dalla pandemia, perché ce ne hanno tolti all’incirca la metà. Abbiamo bisogno di spazi, che già nella loro totalità rischiavano di non essere sufficienti”.

ospedale Covid Fiera-3 Quindi, per fare chiarezza, i soldi per il fitto sono destinati anche a voi?

“L’atto di requisizione della Prefettura è rivolto sia all’Ente fiera che alla Nuova Fiera, la nostra società. Sta poi a noi trovare l’accordo sulla suddivisione di questo importo. Insieme all’Ente dovremo capire quali sono i danni subiti da noi e quali da loro”.

Le somme previste per compensare l’utilizzo degli spazi da parte dell’ospedale Covid in un periodo nel quale le attività sono bloccate possono quindi far comodo?

“In questo momento l'attività è sospesa ma ci auguriamo che, finita l’emergenza, i padiglioni siano restituiti alla destinazione d’uso propria o che si trovi un'alternativa. Sono comunque imparagonabili le entrate delle attività fieristiche con le somme previste per l’ospedale. Se l’ospedale  rimarrà per qualche mese, periodo sempre legato alla pandemia, è un conto, altrimenti è un altro conto”.

Ci sono perdite dovute a grandi eventi che rischiano di saltare a causa dell’ospedale Covid?

“Le attività fieristiche hanno bisogno di spazi, soprattutto per riprenderle in maniera significativa. Se facciamo una previsione e l’ospedale dovesse rimanere oltre quella previsione ci sarebbe un danno che dovrà essere compensato in qualche modo con altri spazi. Gli eventi che rischiano di andare in fumo sono le grandi fiere, come Agrilevante o la Fiera della meccanica. Se sostituiamo quei padiglioni occupati l'attività fieristica può riprendere. Sono stati calcolati 160 milioni di euro di mancati introiti ma riguardano tutto l’indotto che le fiere costituiscono e producono, dalla ristorazione, agli alberghi, alla movimentazione dei taxi”.

L’ospedale rimarrà lì almeno fino a emergenza cessata, pensa possa esserci uno slittamento della Fiera del Levante a settembre?

“È un problema che non riguarda solo noi ma tutti i soggetti in campo a cominciare dalle istituzioni. Ciò che mi sento di dire è che lo sorso anno in piena emergenza la campionaria si è tenuta, quindi potrebbero esserci le condizioni perché sia organizzata anche quest’anno”.

Qual è il vostro orizzonte, avete altre campionarie in calendario?

“L’orizzonte dipende alla pandemia, se la pandemia molla e le autorità competenti danno il via, le manifestazioni fieristiche si potranno fare. In primavera, tra aprile e giugno, abbiamo la fiera delle macchine olearie, Externa, degli arredi esterni, e Promessi sposi”.

C’è una richiesta specifica che fate alle istituzioni?

“Da parte nostra ci sarà sempre la massima collaborazione affinché l’emergenza termini il prima possibile, dopo di ci aspettiamo che gli spazi tornino alla loro destinazione d’uso, se non il giorno dopo la cessata emergenza, comunque in tempi congrui. Altrimenti che ci venga fornita un’alternativa”.

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