Restaurato dai giovani e a disposizione di tutti: un pianoforte nella hall dell'ospedale Miulli

L'iniziativa è stata resa possibile dalla direzione dell'azienda ospedaliera e dal progetto 'Piano solo lab' dell'associazione 'La Ghironda': "Per suonarlo basta richiedere la chiave"

Tasti bianchi e neri. Cambio di prospettive. Per chi si reca in un ospedale a visitare o accudire un paziente malato, ma anche per imparare un mestiere artigianale, antico e ricco di sapienza. Un pianoforte del 1917, completamente ristrutturato e riportato a nuova vita da un gruppo di giovani restauratori e accordatori, sarà collocato nella hall d'ingresso dell'ospedale 'Miulli' di Acquaviva, a disposizione dei visitatori e degli utenti. L'iniziativa è stata resa possibile grazie alla disponibilità del 'Miulli' e a 'Piano Solo lab', progetto di formazione per tecnici accordatori nato con l'avviso pubblico 'Giovani per il Sociale' e realizzato dall'associazione culturale 'La Ghironda' di Martina Franca. Il restauro è stato diretto dalla storica ditta 'Marangi Giovanni & figli' di Martina Franca. La consegna avverrà venerdì 8 marzo alle 16 con una cerimonia che vedrà esibirsi il talento di Mariacristina Buono, con un programma tra Bach e Mendelssohn. 

Per utilizzare il pianoforte basterà semplicemente prenotarsi alla reception dell'ospedale e richiedere la chiave. Un po' quello che accade negli aeroporti di tutto il mondo dove, l'attesa tra un volo e l'altro è allietata dalle note musicali: "L'idea - spiega Giuseppe De Lillo, direttore Operations del 'Miulli' - nasce dal voler recuperare uno strumento custodito nei locali di una colonia-lebbrosario tra Gioia del Colle e Matera, struttura a noi integrata. Era dimenticato e abbiamo scelto di restaurarlo. In questo modo vogliamo aprire nuovi orizzonti per alleviare il più possibile il peso che l'ammalato subisce in ospedale". L'iniziativa è la prima del genere nel Sud Italia. 

La storia del pianoforte del 'Miulli'

Il piano verticale T. Trauhverin Berlin ha una storia tutta da raccontare: realizzato nel 1917, in origine era uno strumento automatico. I giovani tecnici tra i 17 e i 30 anni del progetto 'Piano Solo lab' hanno lavorato per renderlo utilizzabile da qualsiasi pianista, riportandolo agli antichi splendori. Per i 16 ragazzi, selezionati appositamente, sono stati 18 mesi di grande lavoro e apprendimento, imparando l'arte del restauro e dell'accordatura: "Questa 'scuola' - spiega Giovanni Marangi, presidente de 'La Ghironda' - è al terzo anno consecutivo. Abbiamo avuto anche ragazzi provenienti dalla Sicilia che hanno frequentato il corso attraverso 4-5 lezioni al mese. Chi si applica con dedizione e professionalità può ricevere grandi gratificazioni dal punto di vista personale ed economico. E' importante - aggiunge Marangi - la possibilità di utilizzare la musica come momento di condivisione anche in un luogo difficile come un ospedale. Un'attesa dove c'è qualcuno che suona delle note è molto positiva e decisamente migliore rispetto a passare il tempo sui social o altro. Ci auguriamo che possa essere da buon viatico per iniziative future facendo vivere questo piano in maniera continua".

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