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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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"C'è sete di pace nel Mediterraneo", a Bari prosegue l'incontro dei vescovi aspettando Papa Francesco

Ad affermarlo durante un dibattito al Castello Svevo, è il professor Adriano Roccucci nel corso della terza giornata dell'incontro 'Mediterraneo, frontiera di pace' in programma dal 19 al 23 febbraio

"L'irrilevanza non è il destino dei cristiani. C'è sete di pace nel Mediterraneo ferito da troppi conflitti. La pace ha bisogno di dialogo e di amicizia, di costruire ponti e superare i muri della divisione e dell'odio". Ad affermarlo è il professor Adriano Roccucci nel corso della terza giornata dell'incontro 'Mediterraneo, frontiera di pace' in programma dal 19 al 23 febbraio a Bari e che vedrà, nella giornata finale, l'arrivo di Papa Francesco, del Presidente dellaRepubblica Sergio Mattarella e del premier Giuseppe Conte.

Roccucci è intervenuto nel Castello Svevo durante la conferenza 'Speranza cristiana e Mediterraneo. Le sfide di un cambiamento d'epoca', che ha aperto la terza giornata del forum ecclesiale. Per Roccucci, professore ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre "Siria, Iraq e Libia rappresentano ferite aperte e dolorosissime", con la "violenza terribile e cieca del terrorismo" in queste guerre.

L'accademico ha ricordato anche i cristiani rapiti, "i due metropoliti di Aleppo, Mar Gregorios Ibrahim e Paul Yazigi, e padre Paolo Dall'Oglio. C'è una responsabilità particolare dei cristiani in questo tempo difficile. C'è la domanda di fare il possibile e l'impossibile per facilitare la fine delle guerre", ha detto: "La prima sfida per le Chiese nel Mediterraneo è la pace".

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