Giovedì, 23 Settembre 2021
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Un censimento per controllare 300 tartarughe 'americane' del Parco Due Giugno: "Minaccia per quelle autoctone"

Questa specie è tra le più invasive ed è ritenuta dagli studiosi tra le cause della diminuzione degli esemplari della tartaruga palustre europea. Saranno anche collocate barriere per impedire ai cittadini di gettare altre tartarughe nei laghetti

La Giunta Comunale di Bari ha approvato il progetto che consentirà di censire gli esemplari di tartaruga acquatica americana presenti negli specchi d’acqua di parco 2 Giugno grazie alla collaborazione con il dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari. Le tartarughe acquatiche americane rappresentano una minaccia per le tartarughe autoctone, in quanto la specie americana è tra le più invasive ed è ritenuta dagli studiosi tra le cause della diminuzione degli esemplari della tartaruga palustre europea. La legge vieta la vendita e la diffusione di tali esemplari, e obbliga inoltre i detentori a identificarne il sesso, microchipparli, e separare i maschi dalla femmine per impedirne la riproduzione.

Nel corso degli anni sono stati venduti moltissimi esemplari di tartarughe acquatiche americane, e si è diffusa l'abitudine di abbandonarle, una volta diventate adulte, negli specchi d'acqua del parco comunale 2 Giugno, dove si stima la presenza di circa 300 esemplari. Il personale di Medicina veterinaria si occuperà di prelevare le tartarughe dai laghetti durante le operazioni di svuotamento realizzate da una ditta specializzata, di sottoporre gli animali ad esami clinici, di identificarli tramite l’applicazione di un microchip, di predisporre un apposito database e, infine, di separare le testuggini in base al genere, reimmettendole in specchi d’acqua differenti in modo tale impedirne la riproduzione.

A tal fine, all’interno del parco 2 Giugno, o in un luogo diverso, sarà individuata un’area destinata ad accogliere per 48 ore gli esemplari prelevati per consentire lo svolgimento delle operazioni medico-veterinarie previste e all’identificazione, catalogazione e microchippatura dei singoli esemplari. Al termine del monitoraggio, spiega il Comune, "saranno posizionate delle barriere che impediscano ai cittadini di avvicinarsi agli specchi d’acqua per rilasciare altre tartarughe". Si stima che tutte le operazioni possano essere concluse nell’arco di un mese.

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