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"Vaccini per chi assiste bimbi fragili? Noi pediatri pronti a farli in studio". Nigri: "Bene immunizzare, ma servono anche tamponi in tempi brevi"

Il vicepresidente nazionale e referente regionale Fimp: "I 'vaccine days' di Pasqua e Pasquetta? Avvertiti venerdì sera via mail, ma a inizio settimana avevamo sottoscritto l'accordo per le somministrazioni in ambulatorio". "Il problema in questo momento? Aspettare dieci giorni per un tampone. Ci eravamo offerti di farli noi a Pasqua"

"Non possiamo che essere felici che si vaccini il più possibile, soprattutto chi si prende cura dei bambini più fragili, ma ci siamo trovati in difficoltà, subbissati di telefonate dai genitori che ci chiedevano cosa fare, quando noi stessi abbiamo ricevuto una circolare solo venerdì sera, senza alcun preavviso". Luigi Nigri è vicepresidente nazionale, referente pugliese di Fimp  (Federazione Italiana Medici Pediatri) e coordinatore regionale dell'Ufficio cure primarie pediatriche. I 'vaccine days' organizzati dalla Regione nei giorni di Pasqua e Pasquetta per le somministrazioni dei sieri anticovid a caregiver e familiari conviventi di minori under 16 in condizioni di disabilità gravi - spiega - hanno colto di sorpresa i pediatri pugliesi. Soprattutto perché, soltanto pochi giorni prima, avevano sottoscritto un accordo con la Regione dando la disponibilità a vaccinare nei propri ambulatori i caregiver dei piccoli pazienti, sia disabili gravi che con altre patologie. "Aspettavamo solo le telefonate della Asl per ritirare i vaccini, avevamo pianificato tutto avvisando già i genitori. Poi, venerdì sera, ci siamo trovati di fronte a un 'contrordine': abbiamo fatto il possibile per avvertire tutti gli interessati, informarli di questa possibilità".

L'annuncio di venerdì sera e il caos per le informazioni

La sessione straordinaria nei giorni di Pasqua e Pasquetta, è stato spiegato nei giorni scorsi dalla Regione, è stata pensata anche per venire incontro alle famiglie, offrendo loro la possibilità di organizzarsi per le vaccinazioni in due giornate festive, e quindi più libere da altri impegni, come quelli lavorativi. Allo stesso tempo, però, l'iniziativa è stata comunicata con soli due giorni di anticipo, con le famiglie che si sono affannate a cercare informazioni e gli stessi pediatri in difficoltà: "Abbiamo cercato di capire sulla base della circolare che avevamo, c'erano informazioni contrastanti ad esempio su cosa si dovesse intendere per caregiver, o su chi avesse effettivamente diritto. Non si può organizzare una cosa del genere senza coinvolgere quantomeno con una corretta informazione preventiva noi pediatri che siamo l'interfaccia con le famiglie".

Il problema dei tamponi e la proposta del drive through a Pasqua e Pasquetta

Al netto di quello che accadrà in questi due giorni, chiarisce il referente regionale di Fimp, i pediatri pugliesi saranno comunque sempre disponibili a vaccinare coloro che non saranno riusciti a ottenere la somministrazione, o i genitori di bambini che hanno patologie che non rientrano tra le disabilità gravi: "Per noi pediatri vaccinare è un atto naturale, saremo sempre pronti a farlo", dice. L'idea di Nigri, però, è che i giorni di Pasqua e Pasquetta si sarebbero potuti impiegare in maniera diversa. Come? "Il vero problema in questo momento su Bari è che non riusciamo a fare tamponi in tempi brevi. Gli slot in agenda spesso risultano pieni, non disponibili. Noi invece stiamo chiedendo con urgenza di fare i tamponi, perché sono l'unico modo per bloccare i contagi". Di qui la proposta alla Regione. "Avevamo lanciato ufficialmente in comitato un'idea: nei giorni di Pasqua e Pasquetta cinquanta pediatri sarebbero stati disponibili, gratuitamente, a effettuare tamponi. Avevamo avanzato la proposta di organizzare un drive through con accessi differenziati all'interno del Policlinico, in modo sfruttare direttamente il megalaboratorio che potrebbe processare diecimila tamponi al giorno, come ha più volte affermato il presidente Emiliano, e invece ne fa duemila, probabilmente anche perché sarebbe necessario potenziare il personale. In ogni caso, noi pediatri avremmo potuto fare un grande numero di tamponi, smaltire un po' di arretrato. Aspettavamo una chiamata della Asl, ma invece abbiamo più avuto notizia, fino all'annuncio della due giorni dedicata ai vaccini".

Sulla necessità di potenziare il sistema di tamponi e tracciamento, Nigri insiste anche alla luce della diffusione della variante inglese: "Se io richiedo un tampone perché ho un sospetto, non posso ottenerlo tra dieci giorni, perché nel frattempo i familiari e i contatti stretti di quella persona, non avendo certezza della positività, saranno andati in giro e magari avranno contagiato. Perciò abbiamo questi contagi in maniera esponenziale, anche a causa della variante inglese, che è più subdola ed è veloce, nei bambini, poi, è molto spesso asintomatica. Se la variante inglese contagia a 300 all'ora e noi andiamo a 5 all'ora è normale che rimaniamo indietro. Noi invece - conclude - dovremmo procedere alla sua stessa velocità".

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