Il lockdown 'affonda' il settore della pesca in Puglia: "Gravi danni per ristoranti chiusi e spostamenti limitati"

La denuncia arriva da Coldiretti regionale: "Crollata anche la domanda domestica di pesce fresco, ordini azzerati. La gente è orientata all'acquisto di prodotti surgelati"

Il lockdown dovuto all'epidemia da coronavirus sta provocando gravi danni al settore della pesca in Puglia. La denuncia arriva da Coldiretti regionale che sottolinea come lo stop ai ristoranti (attivo fino al 1° giugno) abbia messo in ginocchio il comparto, ancor più in difficoltà per i limiti agli spostamentu che ha causato "anche il crollo della domanda di pesce fresco per consumo casalingo con la nuova tendenza a fare la spesa ogni 2-3 giorni, per evitare di doversi recare spesso al supermercato" portando "i consumatori ad orientarsi verso conservati e surgelati. In difficoltà anche gli oltre 12 impianti di acquacoltura e mitilicoltura diffusi in Pugli"a.

“La situazione delle marinerie in Puglia - denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia è molto grave per il blocco totale del canale HoReCa ora prolungato fino al primo giugno, il crollo della domanda sui mercati italiani ed esteri con l’azzeramento degli ordini, effetto registrato anche nella Gdo, orientata più all’acquisto di prodotto surgelato. Le marinerie in Puglia vanno assolutamente aiutate a superare il momento di grande difficoltà. Sono urgenti le intese con il sistema bancario per la flessibilità nella concessione di fidi e aperture di credito verso le imprese della pesca, il rinvio dei termini e delle scadenze correlati a progetti di investimento finanziati con fondi Feamp con la revisione dei cronoprogrammi, al fine di evitare il disimpegno automatico e gli indennizzi per i pescatori che loro malgrado stanno subendo danni ingenti diretti e indiretti” ribadisce Muraglia.

In Puglia paradossalmente i consumi di pesce sono tra i più bassi d’Italia, nonostante sia – aggiunge Coldiretti Puglia - una regione con 800 chilometri di costa e una tradizione marinara molto forte. “Solo il 57% dei pugliesi consuma pesce almeno una volta alla settimana, al 14esimo posto della classifica nazionale, ne mangia meno di campani, marchigiani, lucani, umbri, abruzzesi, toscani, valdostani e liguri. La diminuzione del consumo di pesce azzurro impatta direttamente anche sulla salute, visto che questo tipo di prodotti ittici ha importanti caratteristiche nutrizionali, essendo il più ricco in assoluto per contenuto di Omega3, che proteggono il cuore, sostengono il metabolismo e combattono l’invecchiamento”, aggiunge il presidente Muraglia.

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