Petizione contro i "migranti irregolari" al Libertà, il comitato 'Cittadini attivi': "Problema è la legalità"

Non si placano le polemiche sull'iniziativa. In risposta alla raccolta firme, la Cgil chiama a raccolta le associazioni. L'intervento del Comitato di quartiere: "Accogliamo da anni, ma siamo noi emarginati"

Da una parte la petizione contro i migranti "irregolari", dall'altra la reazione di chi scende in piazza per dire no alle discriminazioni. Al quartiere Libertà divampano le polemiche sull'iniziativa lanciata qualche giorno fa nel rione.

La petizione, il "problema" dei migranti e le reazioni

A scatenare critiche e proteste la raccolta firme promossa da Gino Cipriani, ex consigliere comunale e rappresentante del movimento 'Riprendiamoci il futuro', che avrebbe raccolto al momento tremila adesioni. Nella lettera, inviata al ministro dell'Interno Salvini, si fa riferimento alla necessità di "difendere il quartiere dall'invasione di irregolari", facendo riferimento a risse e "giri di illegalità, costituiti da attività di prostituzione, spaccio e apertura di piccole attività commerciali di dubbia trasparenza". Un'iniziativa nata, hanno spiegato i suoi promotori, dalle sollecitazioni raccolte nel tempo da "numerosi residenti e commercianti del quartiere", ma che ha comunque scatenato le polemiche. La Cgil insieme ad altre associazioni (tra cui Arci, Libera, Rete della conoscenza, Parrocchia del Redentore, Camera di Commercio) ha organizzato per martedì prossimo, in risposta all'iniziativa, un incontro-dibattito dal titolo "Quartiere Libertà tra sviluppo e riqualificazione". "Il problema del quartiere Libertà non sono i migranti che invece continuano ad essere l'obiettivo più facile e comodo per qualcuno - afferma in una nota Gigia Bucci, Segretario Generale Cgil Bari - Il quartiere Libertà è un quartiere troppo importante per l'intera città e tutti dobbiamo lavorare per il suo rilancio a partire dal programma di recupero che la stessa amministrazione ha più volte annunciato - L’integrazione va costruita proprio a partire dal quartiere Libertà compiendo un’analisi efficace degli strumenti a nostra disposizione".

Il comitato di quartiere: "Discriminazione? Qui abbiamo sempre accolto, ma siamo noi emarginati"

A far sentire la propria voce, intervenendo nel dibattito, è anche il comitato di quartiere 'Cittadini Attivi del Libertà'. "Chiedere sicurezza e legalità non dovrebbe avere colore politico e né tanto meno discriminazione razziale, la legge dovrà essere rispettata da ogni individuo - si legge in una nota - In questi giorni sta passando un messaggio distorto: “Noi del quartiere libertà razzisti”, ma come possiamo esserlo se siamo a nostra volta discriminati?". Il rischio - dicono dal comitato - è che nello "scontro tra destra e sinistra" si dimentichino le reali necessità del quartiere, e le problematiche da tempo espresse dagli stessi residenti. "Per anni abbiamo abbiamo subito abbandono ed emarginazione, il nostro quartiere viene visto come il Bronx. Ma non siamo razzisti: abbiamo sempre accolto, e qui c'è gente che negli anni si è integrata". "Siamo più razzisti noi del quartiere Libertà che ospitiamo le diverse etnie da anni orsono o altri quartieri di Bari che non ospitano le diverse etnie? L’integrazione dovrebbe essere messa in atto su un’intera città e non solo in una zona, con la realizzazioni di scambi interculturali tra i diversi popoli". "Bisognerebbe - concludono - evitare le anacronistiche lotte ideologiche e schierarsi dalla parte delle povere donne straniere ed  indifese costrette e schiavizzate a subire le peggiori torture di questo mondo e costrette a prostituirsi. Bisognerebbe  raggiungere obbiettivi diversi,  per evitare lo sfruttamento minorile, la violenza da condannare sempre e le diverse situazioni di disagio sociale. 
 

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