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Volontari ripuliscono i graffiti in città, ma non tutti sono d'accordo: "Muri puliti, popoli muti"

Lo sfogo di Fabrizio Milone, presidente di Retake Bari, dopo gli attacchi ricevuti per l'organizzazione del flash mob in via Capruzzi. "Critiche già da quando agimmo in piazza Cesare Battisti" spiega

Via le scritte abusive dalla città grazie al lavoro dei volontari. Racconti di impegno civile di cui abbiamo parlato spesso, citando Retake, una delle associazioni maggiormente attive in città, che armati di guanti, frese e detergenti, rimuovo graffiti e manifesti affissi senza permesso dagli incivili. Un bell'esempio da dare a cittadini e insegnamento per le future generazioni? Non per tutti: c'è chi critica l'operato dei volontari, accusandoli di 'censurare' i messaggi del popolo lasciati sui muri.

I messaggi di protesta

A spiegarlo è lo stesso presidente del gruppo di volontari baresi, Fabrizio Milone, che da pochi giorni ha annunciato il prossimo obiettivo dei Retakers: rimuovere la scritta "Contro lo stato capitale, Valentina Nappi e sesso anale", accompagnata dal simbolo di falce e martello, che capeggia su uno dei muri di via Capruzzi. E il post di chiamata a raccolta dei cittadini per il prossimo sabato ha portato all'associazione qualche critica: "Sono commenti su Facebook, alcuni molto soft - spiega Milone a BariToday -, ma anche commenti privati anche di conoscenti che ci dicono che siamo esagerati e poi sono le solite cose".

Anche qui l'accusa di censura si è fatta sentire, come già era avvenuto a dicembre scorso, durante l'ultimo flash mob in piazza Cesare Battisti, per rimuovere le decine di graffiti e manifesti abusivi sul muro del Dipartimento di Giurisprudenza. "Da due anni a questa parte subiamo critiche da persone appartenenti a gruppi politici estremisti e associazioni che usano i muri come carta per diffondere i loro messaggi di protesta - prosegue il presidente di Retake - perché per loro il problema del decoro urbano è secondario, bisogna garantire la libera espressione del pensiero". Peccato che lo facciano rovinando un bene comune e per di più obbligando poi l'amministrazione a spendere soldi pubblici per ripulire.

Lo sfogo su Facebook

Parole che riassumono perfettamente lo sfogo che lo stesso Milone ha fatto su Facebook, criticando il pensiero di 'Muri puliti, popoli muti' che è alla base di molte delle critiche giunte a Retake per i loro flash mob:

Agli pseudo intellettuali di destra e sinistra - scrive - che credono di fare la rivoluzione distruggendo la città vorrei tanto dire di scendere per strada. Abbiano il coraggio di fare qualcosa di veramente rivoluzionario tipo creare un orto urbano, recuperare gli avanzi di cibo per darli ai poveri, ripulire spiagge davanti ai bambini, parlare di integrazione e creare integrazione nei quartieri ghetto. Così ci si ribella alla logica del capitale, curando spirito e relazioni umane, uscendo dal guscio, curando l’anima propria e quella altrui

Intanto per ovviare alla situazione, l'associazione qualche idea ce l'ha, a partire da una proposta da fare al Comune per garantire maggiori spazi per la street art, così da concedere a chi vuole esprimere artisticamente il proprio dissenso, aree definite per farlo legalmente. Un'idea che potrebbe essere apprezzata a Palazzo di Città, visto che lo stesso Decaro aveva già manifestato interesse nei confronti dell'arte di strada come forma di abbellimento della città. E se non dovesse funzionare? Milone risponde usando l'arma dell'ironia: "Dato che alcuni sono nostalgici e legati alla messaggistica stradale ai tempi di internet - spiega - magari faremo mettere in via Capruzzi un Pasquino come nell’antica Roma, magari con le sembianze di qualche illustre barese dove poter lasciare messaggi di protesta senza vandalizzare i luoghi comuni".

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