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Inaugurato il nuovo reparto di Medicina Trasfusionale del Policlinico di Bari. Durante l'emergenza covid donazioni in aumento

Una struttura con luci a led e impianti ad alta efficienza energetica, laboratori di ultima generazione e criobanca per le cellule staminali. Alla cerimonia di apertura sono intervenuti il presidente della Regione Michele Emiliano e il dg del Policlinico, Giovanni Migliore

E' stato inaugurato il nuovo reparto di Medicina trasfusionale del Policlinico di Bari, dotato di tre piani per oltre 2mila metri quadri. Una struttura con luci a led e impianti ad alta efficienza energetica, laboratori di ultima generazione e criobanca per le cellule staminali. Alla cerimonia di apertura sono intervenuti il presidente della Regione Michele Emiliano e il dg del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore.

Il primo piano prevede uno spazio riservato ai donatori con zone privacy e stanze dedicate alle associazioni ma anche zone ristoro.. L’ambulatorio per la donazione è dotato di 10 postazioni con poltroncine rosse. L’attività nel primo semestre del 2020, nonostante l’emergenza Covid19, non ha subito stop: le donazioni complessive sono cresciute del 4,9%. All’area clinica riservata ai pazienti esterni o ricoverati in ospedale si accede da un ingresso distinto rispetto ai donatori. Il percorso è strutturato in modo da consentire la sosta in sala d’attesa ed essere successivamente visitati dal medico nella stanza visita prima di essere sottoposti a terapia infusionale (trasfusionale) o a procedure terapeutiche specifiche che possono includere aferesi terapeutica, fotoferesi o raccolta di cellule staminali periferiche. Al secondo piano, invece, vi è l’emoteca per la distribuzione degli emocomponenti (emazie, plasma, piastrine). Trovano posto anche i laboratori per le indagini di immunoematologia, per la lavorazione degli emocomponenti, un’area tecnica con i congelatori a -40°/-80°C gradi per la conservazione degli emocomponenti. Un montacarichi trasferisce le sacche e i campioni dall’area prelievi e donazioni ai laboratori e viceversa. Al piano terra infine è situata la criobanca per la manipolazione cellulare e il congelamento delle cellule staminali. Gli ambienti sono dotati di un impianto di immissione/estrazione di emergenza che garantisce 25 ricambi d’aria all’ora  in caso di allarme per condizione di sotto-ossigenazione.

“Mi si chiede come mai le inaugurazioni si susseguono in tutta la Puglia. È assolutamente normale, quando si comincia una legislatura è normale che alla fine ci siano le inaugurazioni. Se le avessi fatte all'inizio, sarebbe stato un lavoro non ascrivibile alla mia amministrazione. Alla fine è giusto che la gente sappia quello che è avvenuto, quello che si fa, il modo in cui lo si fa – dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano - È giusto che io ringrazi l'impegno di chi, in un Policlinico del 1930, si affanna in tutti i modi possibili, sulla base di scelte che evidentemente non abbiamo preso noi, per rendere più moderno questo luogo che è il Policlinico della Puglia. Oggi mettiamo a disposizione dell'intera regione il Centro Trasfusionale con un patrimonio tecnologico e di legami umani: un posto come questo non cammina solo sulla base di tecnologie ma ha come fondamento la capacità che abbiamo di creare nel tempo un'alleanza tra società civile, sanità e organizzazione tra le varie Aziende ospedaliere.

“L’apertura del plesso di Medicina trasfusionale, ad un anno dalla realizzazione del pronto soccorso, è un altro tassello del nuovo Policlinico, centrato sul complesso Asclepios che si completerà presto con il terzo padiglione dedicato alle specialità chirurgiche cardiologica, toracica e vascolare. Stiamo costruendo un polo sanitario ad alte tecnologia e specializzazione e, nonostante l’emergenza Covid19, abbiamo dato un’accelerazione all’attività dei cantieri in corso – dichiara il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – Oggi mettiamo a disposizione del servizio sanitario un’altra struttura moderna, funzionale e avanzata  per rispondere alle esigenze di pazienti e operatori.”

“Sicurezza e accoglienza si coniugano in questa nuova struttura: garantiamo a donatori e pazienti ambienti completamente rinnovati e a norma e diamo a medici, infermieri, tecnici e operatori sanitari laboratori e ambulatori in cui lavorare in assoluto comfort - commenta il direttore dell’unità operativa di Medicina trasfusionale, Angelo Ostuni - nel corso del 2019 abbiamo registrato un incremento delle attività rispetto al 2018 per le procedure ad alta complessità, in particolare la produzione delle cellule staminali è aumentata del 58,2%”. Nonostante l'emergenza covid vi è stato un aumento del 4.9% delle donazioni complessive. Raccolto anche plasma iperimmune da 30 pazienti covid guariti. 
 

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