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Domenica, 22 Maggio 2022
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Da 18 anni precari al servizio di enti regionali, da InnovaPuglia al Cup Policlinico, a giugno saranno senza lavoro: "Perdiamo la speranza "

Sono sei i precari storici (dal 2004) impiegati attraverso agenzie di lavoro interinale, ma sono 16 in tutto: "C’è tanta amarezza perché rimarremo senza lavoro e riconoscenza"

C’è chi ha una laurea in informatica e chi in giurisprudenza. Chi ha acquisito competenze sulle informazioni da fornire ai pazienti e chi nello sbrigare pratiche del centro unico di prenotazione. Tutti impegnati nel servizio pubblico da 18 anni, con contratti in continua scadenza e rinnovi da uno a tre mesi, che da giugno rischiano di rimanere a casa. Sono i sei precari storici di alcuni dei servizi al pubblico essenziali messi a disposizione dalla Regione Puglia. Cui si aggiungono altri dieci lavoratori inseriti negli stessi servizi e con medesime modalità contrattuali negli anni successivi. Hanno in media 40 anni. Dal 2015 sono impiegati nel Cup telefonico e nel sistema informativo regionale e Sportello per i servizi digitali regionali centralizzati del Policlinico di Bari. Durante i periodi di picco dell'emergenza Covid hanno contribuito, da precari, a tenere in piedi la sanità pubblica. Lavorano 36 ore settimanali, con orari come tutti gli altri colleghi di ufficio, ma non sono dipendenti della Regione o del Policlinico. Hanno contratti di somministrazione. Il loro rapporto è con agenzie interinali (l’attuale è Adecco) che di volta in volta in questi anni hanno vinto i bandi triennali di affidamento di servizi in vari enti della Regione. Tra questi InnovaPuglia. Il servizio offerto dal Policlinico dal prossimo giugno sarà svolto da Sanitaservice. Così, dopo 18 anni di impiego e impegno, questi lavoratori potrebbero rimanere senza reddito e senza tutele.

“C’è tanta amarezza – racconta uno di loro che chiede l’anonimato – perché in tutti questi anni abbiamo dato tanto, sempre a disposizione degli enti per cui abbiamo lavorato, siamo stati anche referenti per la Regione per gestire servizi e attività alla Fiera del Levante, ma ora rimarremo senza lavoro e riconoscenza. Siamo persone che in 18 anni sono cresciute professionalmente oltre che anagraficamente. Siamo per lo più laureati o comunque con competenze di livello, ma questo sembra davvero non servire. Dopo tante promesse e attese ci ritroveremo con un pugno di mosche in mano”. Una soluzione finora emersa potrebbe essere quella dell’assunzione all’interno di Sanità Service. Ma il percorso non è agevole e non garantirebbe gli stessi standard contrattuali attuali dei sei precari storici, che potrebbero subire un declassamento della categoria. Inoltre, avrebbero comunque contratti a tempo determinato e quindi lontani dall’agognata stabilizzazione.

“I tempi stringono – spiega Alessandro Castellana, segretario Nidil Cgil di Bari – e al momento Regione e Policlinico si rimpallano la questione. È il dipartimento alla Salute ad avere la competenza per risolvere la loro situazione. Si è parlato appunto di inserimento nell’appalto di Sanitàservice ma di concreto c’è poco e, soprattutto, sono da chiarire le condizioni in cui questo avverrebbe. In teoria questi lavoratori potrebbero essere stabilizzati solo attraverso un concorso pubblico, non sono nelle condizioni di godere dei benefici della legge Madia che prevede l’assunzione nel pubblico impiego dopo 36 mesi di prestazione di lavoro in amministrazioni, agenzie ed enti pubblici. Perché il rapporto principale è, in questo caso, con Adecco. L’altra strada – prosegue Castellana - è quello del concorso o comunque avviso pubblico, per accedere all’assunzione, ma nell’ipotesi dovesse avvenire, sarebbe da prendere in considerazione una strada preferenziale per loro, o comunque una premialità legata alla loro esperienza e ai tanti anni impiegati per servizi della Regione”.

Sia il dipartimento della Salute che il Policlinico non hanno al momento replicato alle sollecitazioni del sindacato e dei lavoratori. “Viviamo alla giornata -  conclude uno dei lavoratori precari – e con la speranza che una soluzione per noi ci possa essere, dopo aver dedicato impegno e dedizione per anni al servizio pubblico”.

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