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'Strummel', 'para pall' e 'zurr zurr': i giochi della tradizioni tramandati dagli anziani alle 'generazioni connesse'

'Giochi di un tempo' coinvolge 500 alunni di scuola primaria e materna in città. Si tratta del progetto della Lab 4 project di Altamura, finanziato con 20mila euro dal concorso 'Orizzonti solidali'

Qual è il ponte che può unire due generazioni così diverse come quelle dei 'millennials' e i nati nel secondo dopoguerra? Il 36enne altamurano Filippo Ciaccia ha trovato la risposta con il progetto 'Giochi di un tempo'. E così da quattro anni permette a ragazzi e anziani di stabilire un contatto, facendo rivivere attraverso racconti e laboratori di manualità, i giochi e i giocattoli che i nostri nonni da bambini realizzavano dal nulla, quando non tablet e smartphone erano suggestioni da film di fantascienza.

L'avvio del progetto

E nonostante siano passati più di 70 anni, il 'para pall' (lo yoyo), lo 'strummel' (la trottola), 'u topolin' (gli animali di pezza) continuano ad affascinare le nuove generazioni. A confermalo è lo stesso Ciaccia, che da Altamura sta portando in giro per la provincia barese questo modello di integrazione sociale. "Tutto parte dall'incontro tra gli anziani e i più piccoli - ricorda - che attraverso i loro racconti fanno rivivere non solo i giochi della tradizione che loro stessi hanno inventato, ma anche un'epoca che a noi sembra così lontana. E ai bambini piace poi quando ricreiamo i giocattoli nei nostri laboratori. Un progetto che funziona, perché i 'maestri' hanno vissuto davvero quello che insegnano". E perché no, anche sfidarsi nelle corse con i sacchi o al salto della corda, che ancora riescono a divertire più di un videogioco sul tablet.

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E così con 'Lab 4 project' gli anziani spiegano come si realizza uno yoyo con stracci, segatura e una molla. Oppure come persino un bottone attraverso cui far passare un filo può trasformarsi in un gioco appassionante ('lo strumml', come viene definito in dialetto altamurano). Iniziativa lanciata nel 2014 nel borgo natale di Ciaccia, poi portata anche in altre città della provincia, ampliandone i contenuti, ad esempio con la gastronomia della tradizione. "Tutto partì - spiega il fondatore del progetto - quando feci servizio civile in un centro per anziani. Lì venni a contatto con l'enorme patrimonio di storie e tradizioni che gli ospiti conservavano e capii che se non fosse stato diffuso tra le nuove generazioni si sarebbe perso. Da qui l'idea di tramandarle attraverso iniziative che creassero un ponte tra giovani e anziani".

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La sperimentazione barese

Anziani che si trasformano così anche in cuochi e durante i laboratori insegnano ai bambini a cucinare i piatti della loro infanzia, come la 'cialledda fredda' o il pane cotto. Ricette che si rivelavano preziose quando i nostri nonni passavano lunghi periodi in campagna e che potevano rivelare segreti anche nella sola lista degli ingredienti. "Nella cialledda, ad esempio - svela Ciaccia - c'era il limone, che veniva utilizzato per pulirsi la bocca dai sapori del pasto". Ricette che poi variano in base alla città in cui viene ospitato il laboratorio. Un esempio? A Toritto, naturalmente, l'ingrediente principale è stata la mandorla, presidio gastronomico del territorio.

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Giochi, tradizione e gastronomia: un connubio perfetto che dallo scorso ottobre è stato portato anche a Bari, grazie al finanziamento di 20.450 euro che Lab 4 Project ha vinto nel concorso 'Orizzonti solidali', indetto dalla Fondazione Megamark. Ora il progetto sta abbracciando 500 studenti e 50 anziani nel capoluogo, che di quel mondo conoscono ben poco. "Abbiamo registrato un interesse maggiore dei bambini di città, rispetto a quelli di paese - conclude Ciaccia - Questo perché nella provincia c'è una presenza maggiore dei nonni nella quotidianità e le tradizioni sono più sentite. La città ha un ritmo diverso". E per i piccoli 'sempre connessi' riscoprire la gioia di realizzare da soli il proprio divertimento, è un'emozione indimenticabile.

Il futuro

Quale sarà il futuro di 'Giochi d'un tempo'? Le iniziative a Bari, come ricordano dalla Lab 4 Project, proseguiranno fino a giugno, quando sarà organizzata una 'Olimpiade dei giochi di un tempo', dove i ragazzi si sfideranno con trottole, yoyo, biglie e tanti altri divertimenti che oggi abbiamo dimenticato. Non sarà però l'epilogo dell'iniziativa. "Al termine del progetto porteremo la nostra idea prima al Festival dei claustri di Altamura  - assicura Ciaccia - alla festa dei Nonni a ottobre, mentre a Natale organizzeremo il 'Natel a l'us antic', in cui Giochi d'un tempo sarà caratterizzato a uso natalizio".

La volontà dell'organizzazione è quello di portare il progetto fuori dai confini baresi, magari integrandolo nei programmi curriculari delle scuole pugliesi. Un'idea che ha già registrato il supporto di Aldo Patruno, dirigente del Dipartimento regionale di Turismo, Economia della cultura e Valorizzazione del territorio.

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