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'Caro energia', la protesta di un commerciante barese: "Metto in vetrina le mie bollette"

Luca Bratta, giovane titolare di un'enoteca in via Crisanzio, ha esposto nel suo locale le ultime fatture per le spese energetiche: "In un anno costi raddoppiati, il commercio a Bari sta morendo"

"Questo agosto abbiamo lavorato senza mai accendere l'aria condizionata ed eliminando una frigo vetrina per contenere le spese, ma la bolletta è comunque salita in modo vertiginoso rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso". È questo il motivo per cui Luca Bratta, titolare dell'enoteca B89 di via Crisanzio, a Bari, ha deciso di esporre in vetrina le ultime fatture da pagare per i servizi energetici nel suo negozio. L'ultima bolletta ricevuta segna un importo da far 'tremare i polsi': 834 euro.

L'imprenditore aveva cercato di diminuire il consumo di energia nel suo esercizio commerciale, spaventato dai continui aumenti delle bollette che si sono succeduti negli ultimi mesi. La progressione dei costi sembra inarrestabile: "La precedente fattura era già di 600 euro, contro i 300 di 12 mesi fa - spiega Luca Bratta - non posso aumentare i prezzi ai miei clienti perché anche loro sono in difficoltà economica e non si recherebbero più ad acquistare nel mio negozio. Per pagare questi costi, sto assottigliando il mio guadagno sulle vendite, sto togliendo reddito alla mia famiglia".

L'esercente punta il dito contro le politiche del Governo poco attente alle esigenze degli operatori economici: "Sono stati elargiti bonus per l'energia elettrica ai percettori di Reddito di Cittadinanza, mentre ai commercianti ed alle partite iva non è stato concesso nulla. Non servono a nulla gli sgravi fiscali concessi alle attività, servono sostegni economici".

La preoccupazione di Luca Bratta è condivisa dai commercianti della zona: "Altri colleghi mi raccontano le loro difficoltà economiche, i saldi per i negozi di abbigliamento sono andati molto male. Venivamo tutti già da un periodo molto difficile segnato dal Covid e dalla conseguente contrazione dei consumi. Adesso, con bollette del genere, rischiamo di chiudere".

"Bari è morta dal punto di vista commerciale - conclude amaramente il giovane titolare dell'enoteca - non è solo il settore alimentare ad essere in crisi. In questi mesi sono aumentati anche i prezzi di plastica, carta, salami e formaggi. Si trova difficoltà nel reperire i prodotti: il mercato dell'ex Manifattura dei Tabacchi è un deserto".

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