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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Caos tamponi, attese per test e risultati anche per chi è in isolamento. Sltl:"No per cenoni e uscite, ci sono priorità"

Il sistema è in tilt, code nei centri Asl, alle farmacie e nei centri di analisi, per la moltiplicazione delle richieste. La società scientifica ammonisce: "Va fatto solo se necessario con richiesta medica"

“Portale regionale in tilt e non si può accedere ai risultati dei tamponi. Numero verde in tilt. Tracciamenti completamente saltati. Le Asl non chiamano per farti sapere che sei schedato e fissarti appuntamento per il tampone per concederti la libertà. Code infinite presso tutti gli hub pubblici e privati. È sequestrare gente in casa che magari è guarita ed ha altre visite mediche incombenti da fare?!”. La risposta a una delle centinaia di lamentele di cittadini piovute in questi giorni in tema di test Covid sulla Regione e il governatore Michele Emiliano, che ha la delega a interim alla Sanità, è ovviamente “no”. Ma il problema nasce dal numero enorme di tamponi richiesti in questo periodo nelle sedi Asl, alle farmacie e ai laboratori di analisi. Numeri mai così alti, dall’inizio della pandemia, come in queste settimane, che hanno messo a dura prova il sistema impiegando risorse, energie, personale e reagenti. Nella sola giornata del 31 dicembre sono stati oltre 100 mila in Puglia, tra antigenici e molecolari. L’accesso più semplice al test, con più offerte e a costi più contenuti rispetto a un anno fa, ha moltiplicato le richieste in vista di cenoni e riunioni di famiglie e amici. Ma questo ha provocato ritardi, code di ore davanti ai centri abilitati, compresi i cosiddetti Drive through, dove è possibile sottoporsi al test a bordo della propria auto, e attese di giorni del personale Asl per ricevere il tampone che certifichi la negatività al virus utile all’uscita dall’isolamento. Utile e fondamentale soprattutto per chi deve sottoporsi e visite o cure mediche, o chi deve assistere parenti.  

L’Asl di Bari, ad esempio, è dovuta intervenire specificando la necessità di accesso attraverso le prenotazioni per i Drive through, dopo un tam tam social che aveva fatto trapelare la possibilità di presentarsi al secondo centro attivato vicino allo stadio San Nicola, senza aver riservato il test.  I medici di medicina generale, a cominciare da quelli dall’intersindacale Smi, Snami, SiMet, Cgil Fp, Ugs medici, i giorni scorsi hanno invitato la Regione a spostare personale dai centri vaccinali, dove sono già impiegati loro, al servizio tamponi a domicilio. Ora a intervenire è anche la società scientifica SItI, che lancia l’allarme e suggerisce una soluzione: tamponare a seconda delle priorità. Negli ultimi giorni del 2021 gli accertamenti Covid sono stati 386 mila 152. Un’enormità. “Che fa presagire – scrive la società - che molti test non siano stati eseguiti per finalità di sanità pubblica, ma che l’esame sia stato richiesto come una sorta di “patentino di immunità” per poter partecipare a cene e feste. Questa modalità di accesso “fai da te” non è idonea a perseguire obiettivi di sanità pubblica di contenimento dell’epidemia. In nessuna misura – insiste la Sltl -, la circostanza per la quale una parte consistente dei test sia stata eseguita con pagamento diretto da parte dell’utente può giustificare una così massiva distrazione di risorse sanitarie”.

Ciò che sottolinea la società scientifica è l’abuso dello strumento in un momento in cui non è più possibile rispondere a tutte le richieste. “La maggior parte delle richieste – spiega Silvio Tafuri, responsabile della Control Room Covid del Policlinico di Bari - non sono giustificate da una pratica medica e da una diagnostici. La capacità di erogare tamponi in questo momento è inferiore, per cui necessitano dei criteri di priorità, per permettere di liberare risorse in favore degli accertamenti di guarigione, ad esempio, per chi ha avuto contatti a rischio, rispetto a chi o richiede per il cenone. In un momento in cui non bastano per tutti, il tampone va dato a chi ne ha realmente bisogno. Siccome chi deve uscire dall’isolamento dopo la positività deve avere per legge un test negativo, non è giusto obbligare le persone a rimanere a lungo in isolamento per mancanza di risorse impiegate per chi invece lo fa solo per andare a mangiare in famiglia. Ci sono altre priorità - conclude-, bisogna mettere ordine”.

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