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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Da capogruppo di Forza Italia a consigliere di Emiliano: il terremoto politico in Puglia dopo il salto di Lacatena

L'adesione alla lista Con del politico di Monopoli ha scatenato polemiche e critiche pesanti da sinistra a destra. Lopalco si è dimesso dalla civica. Amati: "È stato un colpo di fulmine?". Zullo: "Mercato delle vacche"

Un terremoto. Questa volta la giravolta da destra a Emiliano non è senza conseguenze. Perché a cambiare casacca, schieramento e avversari, oltre che alleati, non è un esponente politico o un consigliere regionale qualsiasi, ma il capogruppo di uno dei principali partiti di opposizione alla Giunta Emiliano: il forzista, anzi ormai ex forzista, Stefano Lacatena entrato nella civica Con Emiliano. Un terremoto che ha visto tuonare più di tutti Pier Luigi Lopalco. L’ex assessore alla Sanità, nonché il più suffragato in Consiglio alle ultime elezioni, si è dimesso aderendo al gruppo Misto e lanciando accuse pesanti, condite con sarcasmo. Un terremoto il cui epicentro è nei palazzi della politica di Bari e Monopoli, città di Lacatena, ma le cui scosse si sono avvertite, forti, anche a Roma, dove Antonio Tajani, il responsabile del partito fondato da Silvio Berlusconi, ha convocato d’urgenza riunioni e conferenze stampa con consiglieri e parlamentari pugliesi. “Se qualcuno segue altri percorsi, buona fortuna”, ha sarcasticamente sottolineato Tajani annunciando l’ingresso del consigliere regionale della Puglia Paolo Dell'Erba dal gruppo Misto di cui era capogruppo, del sindaco di Apricena (Foggia) Antonio Potenza e del vice presidente della Provincia di Foggia Giuseppe Mangiacotti. Reazioni avverse anche da Fratelli d'Italia: "Lo spettacolo indecente a cui stiamo assistendo oggi, ci racconta una grande confusione dentro il perimetro di Michele Emiliano - spiega in una nota il coordinatore di Fdi Puglia, Marcello Gemmato - Pezzi di maggioranza che non accettano componenti vecchi e nuovi della maggioranza stessa, comunicati di sfiducia nei confronti del presidente Emiliano e delle sue scelte politiche, imbarbarimento del civismo incline ormai solo a soddisfare il potere di qualcuno anziché a migliorare l'offerta politica per i cittadini. L'addio di Lopalco -che, a mio dire, ha fatto la scelta giusta- è solo l'ultimo gradino di una discesa verso il baratro. E lì in fondo c'è Michele Emiliano".

Ma le scosse si sono avvertite anche all’interno del Pd, dove la frangia di opposizione ha subito preso le distanze da questa ennesima manovra di egemonizzazione all’Emiliano, che con lo strumento del civismo ha confuso piani, mischiato carte, rivoluzionato principi.  “È una grande soddisfazione accogliere in maggioranza un elemento di spessore come l'amico – lo ha definito proprio così in conferenza stampa il governatore regionale - Stefano Lacatena, una decisione frutto di un modo di fare e concepire la politica che, andando oltre gli steccati ideologici, si basa su progetti pragmatici". Steccati che con Emiliano riconfermato alla presidenza della Regione sono totalmente saltati. Gli esempi sono tanti e hanno già portato al congelamento del congresso del Pd, con la frangia che si è opposta alla ricandidatura a segretario di Marco Lacarra, persona vicina a Emiliano, e il commissariamento affidato a Francesco Boccia. La nomina di Rocco Palese, candidato alla presidenza della Regione per Forza Italia contro il secondo mandato di Nichi Vendola, ad assessore al posto del dimissionario Lopalco. L’ingresso in maggioranza dei consiglieri Cinque stelle e la nomina di Rosa Barone ad assessore ai Servizi sociali, con la sola Antonella Laricchia a tenere alta la bandiera del Movimento delle origini, un po’ come l’ultimo soldato giapponese ad arrendersi al termine del secondo conflitto mondiale. La Lega più volte accusata di posizioni morbide in Consiglio nei confronti di Emiliano e la sua Giunta, che la celebre cena dopo le dimissioni dell’ex sindaco di Foggia Franco Landella avrebbe alimentato. E ancora le nomine ancor prima di Simeone Di Cagno Abbrescia alla presidenza dell’Acquedotto pugliese e quella di Massimo Cassano all’agenzia regionale per il lavoro Arpal, finito nell’ultimo anno, e anche in questi giorni, al centro d polemiche per lo svolgimento del concorso e l’assunzione di parenti di amministratori ed esponenti politici. Manovre che hanno visto aderire al Pan partito di Emiliano anche amministratori locali, federare liste civiche con politici delle provenienze più disparate. Ed è proprio per reggere l’urto delle fibrillazioni all’interno di una di esse, quella dei Popolari separati in casa da tempo, tra i fedeli all’assessore regionale al Personale, Gianni Stea, e lo stesso Cassano, che si può leggere l’ennesima annessione al partito unico di Emiliano

“Capisco tutti i legittimi giri di giostra politici - sottolinea il consigliere Pd Fabiano Amati, che punta il dito su iter di leggi e procedure legate all’urbanistica e all’edilizia, materia vicina a Lacatena -  , ma ciò non può mutare la realtà amministrativa.  Il presidente Emiliano sostiene che il colpo di fulmine tra lui e il collega Lacatena scoccò su un emendamento alla legge sul Piano casa. Non è affatto così. Innanzitutto fu amore in contumacia, perché nella seduta in cui fu approvato detto emendamento, il 6 agosto 2021, Emiliano era assente. Ma ciò che più sconforta è che quella norma fu poi abrogata su proposta mia e del collega Caracciolo con l’articolo 6 della Legge regionale 39/2021 e, udite udite, con parere favorevole della Giunta regionale, su richiesta dei Comuni pugliesi e in particolare del Comune di Bari, guidato ora come allora dall’ottimo sindaco Decaro. Il motivo dell’abrogazione consistette nel fatto che la norma proposta prevedeva il divieto di monetizzazione degli standard, discriminando dunque i piccoli interventi, sempre privi di aree disponibili, e avvantaggiando quelli grossi, così da realizzare condizioni d’iniquità. Altro che norma di sinistra. Si può allora parlare di colpo di fulmine? No. Pensavo fosse amore… invece era un calesse, per portare a bordo nuovi arrivi”.

E se in Con si avvertono gli echi dei battenti della porta che Lopalco, il maggiore portatore di voti dell’ultima tornata, ha chiuso con forza nell’andarsene indignato, c’è chi invece usa toni trionfalistici per il nuovo arrivato: il capogruppo della lista, Giuseppe Tupputi. "Stefano Lacatena sarà certamente un valore aggiunto nel gruppo Con Emiliano - sottolinea a parer suo - , all’interno del quale avrà modo di lavorare senza freni né restrizioni. Sono sicuro che «Con» non si allarghi solo dal punto di vista numerico, ma aggiunga ulteriore qualità".

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