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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Concorso infermieri, la Regione annuncia le 566 assunzioni ma gli Ordini ribattono: "C'è solo caos"

Nell''arco di una settimana, ha annunciato l'assessore regionale al Personale Gianni Stea, saranno firmati i contratti, ma sull'assegnazione delle sedi e lo scorrimento della graduatoria serve chiarezza

Per l’assessore regionale al Personale Gianni Stea i vincitori del concorso firmeranno nei prossimi giorni i contratti di assunzione. Per gli interessati, gli infermieri, è invece una situazione di caos. “La Regione – scrive Stea - assume tutti i 566 infermieri vincitori di concorso, se si considera che circa 270 infermieri risultavano già in servizio presso le aziende sanitarie pubbliche, i restanti vincitori saranno chiamati secondo l’ordine di graduatoria e preferenza di luogo di lavoro, manifestata in occasione della presentazione delle candidature”. Allo stesso tempo annuncia come nell’arco di una settimana le aziende sanitarie firmeranno i contratti. Ma la confusione nasce da più fattori. Il primo lo si trova nell’opzione che i vincitori, come tutti i partecipanti alla selezione dello sorso anno, hanno esercitato al momento della domanda. L’Asl di Bari, capofila, è quella con il maggior numero di posti a disposizione a seconda del fabbisogno (160) ma, allo stesso tempo, quella col il minor numero di infermieri che l’hanno scelta. Questo ha creato una serie di problemi, che si aggiungono in parallelo ai 566 posti della mobilità. Le pagine social e i blog dei professionisti sono piene di annunci con i quali si chiede di cambiare sede con qualcun altro. Non solo. A questo si aggiungono le prossime stabilizzazioni in base alla legge Madia per chi ha accumulato contratti di assunzione con aziende pubbliche oltre i 36 mesi. Stabilizzazioni alle quali la Giunta regionale prima o poi dovrà dar seguito, una volta maturate. In questo caso si parla di oltre un migliaio di professionisti. D’altro canto dopo lo scoppio della pandemia Covid dalla Regione era stato fatto comprendere che le assunzioni del concorso, atteso da anni, sarebbero state, proprio per l’esigenza cronica di personale, più del doppio di quelle previste, attraverso lo scorrimento della graduatoria. In tutto questo quadro, a dispetto delle dichiarazioni di Stea, non sembra chiara la strada che intraprenderà la Regione, nella quale le soluzioni prospettate dal governatore Michele Emiliano, dall’assessore alla Sanità, Rocco Palese, e quelle del direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro, sembrano divergere. La tensione tra vincitori e idonei del concorso, a detta dell’Ordine degli infermieri, è alta, anzi, altissima.

“La Regione – scrive l’Ordine - “contra legem” stravolge le regole del concorso indicate dal bando pubblico Che, di fatto, con le decisioni adottate smentisce la narrazione pubblica sull’utilizzo della graduatoria del concorso resa dal presidente Emiliano. Il concorso unico regionale per 566 posti di Infermieri, che si accompagna alla selezione per titoli per ulteriori 566 posti di Infermieri per mobilità, nelle sue regole di scorrimento della graduatoria per le opzioni di assegnazioni di Infermieri nelle aziende sanitarie patrocinanti viene stravolto”. Di fatto non sarebbero più rispettate le indicazioni dello scorrimento della graduatoria, lasciando nell’incertezza gli idonei del concorso e i vincitori per quanto riguarda la sede lavorativa. “Sosterremo gli infermieri penalizzati dalle decisioni regionali — affermano all’unisono i presidenti degli Ordini professionali di Puglia - vi e più che nessuna certezza è data rispetto all’utilizzo a scorrimento delle graduatorie di concorso e agli infermieri che hanno maturato i requisiti di idoneità per la stabilizzazione del proprio rapporto di lavoro. Siamo delusi per la mancata risposta alle nostre esortazioni rivolte al presidente Michele Emiliano – di rendere chiare formali ed univoche le decisioni del governo regionale sull’utilizzo degli strumenti cui dispone per fronteggiare i piani di fabbisogno delle aziende sanitarie”.

Sulla questione, Saverio Andreula, presidente dell’Ordine degli infermieri di Bari, specifica la sua posizione.  “La Regione ci deve dire cosa deve fare, quali sono le risorse disponibili, se i posti a disposizione ci sono o se gli infermieri sono di più di quelli che servono, dopo che ci si lamenta di continuo della mancanza invece di personale. Ne va della dignità dei professionisti e del servizio di assistenza ai cittadini. Le altre Regioni si stanno già adoperando per la realizzazione delle Case di della salute e l’assistenza attraverso la domiciliarità delle cure previste dal Pnrr, da noi invece non abbiamo notizie di nulla, non c’è traccia di programmi in questo senso. Servono delle risposte”.

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