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Martedì, 18 Giugno 2024
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Il governo impugna la legge regionale sull'acqua pubblica. Emiliano: "Atto di guerra"

La legge approvata a marzo scorso dal Consiglio regionale garantiva la gestione del servizio idrico integrato da parte dei Comuni pugliesi

Il governo nazionale ha impugnato la legge approvata a marzo scorso dal Consiglio regionale pugliese che sanciva la gestione pubblica dell'Acquedotto Pugliese, consentendo l'ingresso dei Comuni nel capitale sociale dell'azienda.

In particolare, secondo quanto appreso dall'Ansa, secondo l'Autorità garante della concorrenza del mercato (che ha trasmesso il proprio parere al governo e alla Regione) la legge presenterebbe "criticità di natura concorrenziale" e profili di incostituzionalità. Sulla base di ciò, il governo avrebbe quindi valutato di impugnare la norma davanti alla Corte costituzionale. In particolare, secondo quanto riporta ancora l'Ansa, per l'Autorità della concorrenza, la costituzione della cosiddetta "società veicolo", nella quale dovrebbero confluire le quote dei Comuni pugliesi, "sembra rispondere alla sostanziale finalità di creare le condizioni per l'individuazione della modalità in house di affidamento del servizio idrico integrato in favore della medesima società veicolo e, quindi, della società Acquedotto Pugliese". Mentre la legge regionale, secondo l'Authority, dovrebbe solo limitarsi a individuare l'ente o il soggetto preposto a deliberare la forma di gestione del servizio idrico integrato e ad aggiudicare la gestione del servizio, ma non dovrebbe direttamente provvedere all'esercizio delle funzioni, neanche precostituendone le condizioni.

Emiliano: "Atto per favorire la gestione dei privati"

"Il presupposto in base al quale la legge viene impugnata - si legge in una nota della Regione che dà notizia dell'impugnazione - è che affidare il servizio idrico integrato ai Comuni pugliesi e non metterlo a gara, potrebbe avere dei profili di incompatibilità con le previsioni comunitarie in tema di concorrenza". Legge varata, ricorda ancora la Regione, "in ossequio al vittorioso referendum sull’acqua pubblica del 2011" e approvata "all’unanimità dalla assemblea dei Comuni Anci e a larghissima maggioranza, anche col voto di alcune forze di opposizione, dal Consiglio Regionale della Puglia".

"Si tratta di un atto politico gravissimo - commenta il presidente della Regione, Michele Emiliano - che intende impedire il mantenimento in mano pubblica del servizio idrico integrato della regione Puglia e favorire la gestione da parte di privati. La gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato nell’esperienza pugliese ha garantito criteri di efficienza e sostenibilità, nel rispetto del principio dell’accesso equo alla risorsa idrica. Una gestione prudente, con dinamiche tariffarie molto contenute nel tempo, improntata alla creazione di valore per la collettività e non per i dividendi azionari. Valore da sempre reinvestito nell’azienda per garantire elevati livelli di investimento e quindi di servizio. L'atto del governo è una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti dei cittadini pugliesi ed italiani che credono nella proprietà pubblica dell’acqua. Reagiremo in maniera forte, chiamando a raccolta tutte le forze migliori della Puglia e dell’Italia perché si oppongano decisamente a questo disegno che favorisce le multinazionali a discapito di Comuni e Regioni".

Zullo (FdI): "Rilievi fatti dall'Autorità garante, necessario garantire gestione efficiente"

In merito alla questione è interveuto in una nota Ignazio Zullo, senatore di Fratelli d'Italia, replicando alle contestazioni mosse al governo. "Non esiste un'acqua privata. L'acqua è un bene pubblico e deve essere disponibile per tutti, senza sprechi e a costi sostenibili per le famiglie e le imprese. Quindi non è questione di acqua pubblica o privata ma di gestione dei sistemi di captazione, potabilizzazione, adduzione dell'acqua nelle nostre case e nelle nostre aziende. In pratica si discute se AQP deve continuare a dar da mangiare alla clientela della politica e dei politicanti o se deve essere gestito con efficienza ed economicità garantendo la competitività gestionale in un regime di concorrenza". "Non è il governo - prosegue Zullo - ad avanzare profili di incostituzionalità ma l'Autorità garante della concorrenza del mercato che ha trasmesso il proprio parere al governo Meloni e per conoscenza anche alla Regione Puglia. E' sulla base di questo parere che il governo è pronto a impugnare la norma davanti alla Corte Costituzionale. In particolare, secondo l'Autorità della concorrenza, la costituzione della cosiddetta ‘società veicolo’, nella quale dovrebbero confluire le quote dei Comuni pugliesi, ‘sembra rispondere alla sostanziale finalità di creare le condizioni per l'individuazione della modalità in house di affidamento del servizio idrico integrato in favore della medesima società veicolo e, quindi, della società Acquedotto Pugliese’. Mentre la legge regionale, secondo l'Authority, dovrebbe solo limitarsi a individuare l'ente o il soggetto preposto a deliberare la forma di gestione del servizio idrico integrato e ad aggiudicare la gestione del servizio, ma non dovrebbe direttamente provvedere all'esercizio delle funzioni, neanche precostituendone le condizioni. Detto in parole povere non ci può essere un affidamento diretto ma si deve fare una gara alla quale non è esclusa la possibilità di partecipazione di una società pubblica. La conclusione dell'Autorità è che la legge pugliese presenti ‘profili di incostituzionalità’, oltre a porsi in ‘contrasto con la normativa primaria posta a presidio della concorrenza’. La concorrenza è a favore dei consumator mentre i colleghi del Pd pensano al mantenimento delle poltrone".

La replica dei deputati pugliesi del Pd 

“Il Senatore Zullo va soltanto ringraziato per avere finalmente e definitivamente confermato ciò che sospettavamo. Ossia che per questo Governo la tutela della concorrenza, del mercato e dei privati che vi operano è di gran lunga più importante dei cittadini e del diritto ad aver accesso a una risorsa fondamentale a prezzi contenuti com’è sempre stato nei 100 anni di storia di AQP.” Così, in una nota congiunta, Claudio Stefanazzi, Ubaldo Pagano e Marco Lacarra, deputati pugliesi del Partito Democratico. “Acquedotto Pugliese è una delle migliori aziende a maggioranza pubblica d’Italia proprio per i criteri di efficacia, efficienza ed economicità di gestione che richiama Zullo. A dirlo non siamo noi ma i numerosi riconoscimenti che annualmente premiano il lavoro della società, di cui l’ultimo consegnato proprio nel dicembre scorso dal magazine del Sole 24Ore “Industria Felix”. E d’altronde nemmeno si spiegherebbero gli ottimi risultati in termini di valore prodotto e investimenti per la tutela della risorsa idrica, che nel periodo 2022-2026 raggiungeranno quota 2 miliardi.”
“Prima di strigliare impropriamente il PD, poi, il Senatore dovrebbe prendersi il tempo per confrontarsi con alcuni consiglieri regionali del centrodestra, visto che la legge impugnata è stata approvata anche con il voto del consigliere Cera di Forza Italia, e i consiglieri Splendido, De Blasi e Conserva della Lega. La verità dei fatti è solo una: anche con questa mossa, dalla portata puramente politica, il Governo continua la sua lotta senza distinguo contro Emiliano e la Puglia. È un vero peccato che i pugliesi e la tutela di un bene pubblico fondamentale debbano essere danneggiati da questa smania di vendetta.”

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