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Da eroi contro il Covid a dimenticati: sit-in degli infermieri al Policlinico. "Vogliono sostituirci con gli operatori sanitari"

In trecento manifesteranno davanti al Policlinico venerdì 18 giugno. Sono gli studenti di scienze infermieristiche che temono pressioni perché siano sostituiti nelle loro mansioni dagli Oss. L'Ordine: " Non lo permetteremo"

“Da eroi durante la pandemia ad essere professionisti dimenticati della sanità del nostro Paese”. In trecento, numero limite dettato dalle misure antiCovid, provenienti da tutta la Puglia daranno vita a un sit-in in piazza Giulio Cesare a Bari, davanti all’ingresso del Policlinico. Sono gli studenti di scienze infermieristiche che indosseranno le magliette con su scritta la frase che racchiude il loro rammarico e i loro timori per il futuro. Quelli di rimanere ai margini del sistema, sottostimati se non addirittura privi di contratto o sostituii nelle loro finzioni dagli Oss (operatori socio sanitari). Ciò, dopo aver fatto fronte all’emergenza pandemica Covid, prestando lavoro, se pur con contratti a tempo determinato, nei reparti più critici, comprese le terapie intensive e le rianimazioni.

Non a caso la manifestazione è promossa dall’Ordine delle professioni infermieristiche di Bari e Lecce “con l'obiettivo – s legge in una nota -  ancora una volta, di sensibilizzare i cittadini sull’importanza degli infermieri nella sanita. Professionisti della salute Che garantiscono qualità e sicurezza nelle cure, anche in momenti di emergenza come quella vissuta in questo anno e mezzo in tutte le strutture sanitarie”. Il timore è che, su pressioni anche di strutture private, le loro mansioni possano essere ricoperte, impropriamente, da Oss o altro personale professionalmente non preparato. “In Veneto questo è già avvenuto – spiega Saverio Andreula, presidente dell’Ordine degli Infermieri di Bari – e in Puglia c’è il rischio che ciò si ripeta. Non vogliamo arrivare a questo punto. Di qui lo scatto di orgoglio della professione per veicolare un messaggio ai nostri olitici, affinché ci considerino per ciò che valiamo. Non possiamo certo essere superati”.

La protesta, in qualche modo, si ricollega anche alla vertenza delle Rsa e dei centri diurni che chiedono a loro volta, che la Regione permetta loro di assumere infermieri, anche extracomunitari, per far fronte alla carenza di personale. Buona parte degli infermieri, infatti, sono stati assorbiti, se pur con contratti a tempo determinato, dalle strutture pubbliche per far fronte all’emergenza pandemica. Ce ne sarebbero oltre 1900 di troppo grazie al calo dei contagi e dei ricoveri che potrebbero essere utili (ne servirebbero circa 200) alle strutture private. Fronte sul quale, lamentano a loro volta i rappresentanti delle Rsa, la situazione non è affatto sbloccata. “Non possiamo certo essere sostituiti – sottolinea ancora Andreula – ci opporremo in tutti i modi e in ogni sede a ipotesi che vadano verso la direzione da noi temuta”.

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