Sabato, 12 Giugno 2021
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Scuola, l'allarme dei sindacati: "In Puglia 150 classi pollaio, stabilizzare 3mila precari o a settembre punto e a capo col Covid"

A Bari in piazza Prefettura il 9 giugno la manifestazione per fermare il decreto del Governo che avrebbe di fatto inficiato il patto firmato tra le parti lo scorso 20 maggio. Uil: "No ai requisiti dei tre anni di insegnamento e abilitazione, o uno o l'altro"

“Se le cose rimangono così il rischio è di rimanere a settembre come lo scorso anno, punto e a capo”. Giovanni Verga interpreta le preoccupazioni del mondo della scuola. Segretario regionale pugliese di categoria per il sindacato Uil si dice preoccupato per ciò che si potrebbe prospettare a settembre con l’inizio del nuovo anno scolastico. Per questo i confederali, assieme a Snals e Anief, saranno in presidio mercoledì 9 giugno in piazza Libertà a Bari. Come nel resto del paese chiedono di non ripetere i medesimi errori di un anno fa, che la pandemia Covid ha evidenziato facendo saltare il sistema delle lezioni in presenza. Un sistema che in Puglia ha conosciuto ulteriori contraddizioni e polemiche per la scelta deputata alle famiglie sulla Dad o meno dettata dal governatore Michele Emiliano attraverso più ordinanze (tutte oggetto di ricorsi al Tar).

La manifestazione per fermare il decreto del Governo che, secondo quanto spiegano i sindacati, ha di fatto inficiato il patto firmato tra le parti lo scorso 20 maggio. Stabilizzazione dei precari, eliminazione delle classi pollaio, attivazione dei presidi sanitari già predisposti sulla carta dalla Regione sono i punti su cui verte la protesta dei rappresentanti degli insegnanti e del personale.“Solo in Puglia – spiega Verga - ci sono almeno 150 classi che non rispettano neanche i vecchi parametri pre Covid, quindi figuriamoci quelli attuali. Classi con oltre 28alunni anche nella scuola materna o 22 con la presenza di un disabile. È inaccettabile. Il governo ci deve ascoltare. Con le misure che sta varando che prevedono parametri per la stabilizzazione degli insegnanti come tre anni di docenza con in più l’abilitazione, rischiano di lasciare scoperte la metà delle cattedre. In Puglia all’incirca 1.500 su 3 mila da coprire”.

È in base a questo che i sindacati chiedono invece parametri differenti, con solo uno dei due requisiti: o l’abilitazione o i tre anni di insegnamento.“Solo così garantiremmo la copertura degli organici –aggiunge Verga -  ed eviteremmo buona parte delle scuola pollaio. Del resto non si spiegherebbe come mai ci siano insegnanti che lavorano da sei-sette anni, che danno valutazioni, partecipano agli scrutini e sono stati utili a risolvere i problemi di organico ora non servano più”. I delegati delle diverse sigle saranno ascoltati dal prefetto di Bari Antonia Bellomo, cui porranno anche la qustione dei direttori amministrativi, carenti in molti istituti. 

(foto di repertorio Ansa)

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