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Sit-in, ricorsi al Tar e manifestazioni, monta la protesta contro la Dad imposta da Emiliano: “Scuola tradita”

In Puglia si moltiplica il dissenso per la scelta della Regione di stoppare le lezioni in presenza fino al 5 marzo. I genitori degli alunni di Infanzia e Primaria: martedì 23 febbraio flash mob in piazza Libertà

“Non si contrappone il diritto alla scuola al diritto alla salute”. Sit-in davanti ai cancelli chiusi. Manifestazioni programmate per mercoledì 24, ricorsi al Tar annunciati e persino un modulo preparato per fare richiesta di ritorno in presenza ai dirigenti. I genitori del coordinamento Priorità alla scuola di Puglia sono in mobilitazione contro l’ordinanza con la quale il governatore Michele Emiliano ha imposto la didattica a distanza per tutti gli istituti, dall’infanzia alle medie superiori, fino al 5 marzo prossimo. La mattina di lunedì 22 davanti a diverse scuole pugliesi sono stati organizzati presidi di protesta con cartelli colorati e comunicati diffusi per chiedere il ritorno in classe soprattutto di più piccoli, delle scuole  dell’infanzia e primarie. A Bari gruppi di genitori si sono dati appuntamento davanti al plesso Don Orione del quartiere Japigia e alla sede centrale della Mazzini Modugno del Murattiano.

“Per l'ennesima volta – è scritto nel documento diffuso - in Puglia si richiudono le scuole. Ancora una volta (con tutte le sue conseguenze) le istituzioni regionali, col beneplacito dei sindacati confederali, scaricano le loro responsabilità sulla scuola, abbandonandola a sé stessa.  Ancora una volta si utilizza la scuola per nascondere il fallimento della gestione sanitaria della pandemia. Dopo un anno (e non da solo poche settimane) nessun numero ufficiale è stato presentato dalla Regione Puglia sui contagi derivanti dalla scuola. Nessun piano operativo serio è stato reso pubblico affinché si potessero rafforzare i trasporti, i tracciamenti, i tamponi a scuola. Nessun intervento per la medicina di base e territoriale è stato definito. Nessun intervento per allargare gli spazi scolastici e ridurre drasticamente le classi pollaio”.Di qui l’intenzione annunciata di una manifestazione davanti alla sede della presidenza della Ragione mercoledì 24 febbraio, in qualche modo coordinata con l’altro movimento La scuola che vogliamo, che annuncia invece un presidio in piazza Libertà a Bari per martedì 23 febbraio, con una richiesta pesante: il commissariamento degli organi regionali.

“Per mesi abbiamo creduto che la politica potesse aiutarci a portare lo zaino dei nostri figli - scrivono dal coordinamento - ma la politica ha fatto spallucce così che gli zaini delle nostre bambine e dei nostri bambini, delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi sono finiti inesorabilmente per terra. Abbiamo a lungo creduto che le Istituzioni, a tutti i livelli, potessero aiutarci a dare risposta alle quotidiane domande dei più piccoli, dei più fragili ma le nostre attese sono state vane. Abbiamo sperato che l’intera Puglia – prosegue il documento - mettesse al centro delle sue scelte il bene comune ponendo la massima attenzione soprattutto alle relazioni fra le persone promuovendo coesione e comunità. Ci siamo sbagliati. Martedì saremo in piazza della Libertà con cuore libero e sguardo ridente nonostante le mascherine. Saremo accanto ai lavoratori dell’Arte e dello spettacolo dal vivo che ci aiuteranno a portare quegli zaini finiti in terra per l’arroganza dei potenti, ci guarderanno in volto e li caricheranno sulle loro spalle. La Regione Puglia è venuta meno ai suoi impegni – concludono i genitori del coordinamento - con la comunità educante di questa regione è per questo che ne chiediamo a gran voce il commissariamento”.

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