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Vaccini, a Pasqua e Pasquetta tocca a chi assiste disabili under16. I medici su dosi fuori dagli ambulatori: "Asl nel caos"

La cabina di regia regionale indica le modalità con cui avverranno le somministrazioni con AstraZeneca ai cosiddetti caregiver. I medici di base, intanto, contestano: "Non sappiamo come vaccinare nei centri preposti"

La campagna vaccinale antiCovid non si ferma durante le festività pasquali. Sia la mattina di domenica 4 che di lunedì 5 aprile la cabina di regìa regionale ha comunicato alle Asl di procedere alle vaccinazioni delle persone che si prendono cura nell’ambito familiare o meno (caregiver) dei disabili gravi minori di 16 anni. Allo stesso tempo è data indicazione delle modalità con le quali si svolgeranno le somministrazioni. “L’accesso ai punti vaccinali – si legge nel documento - dovrà avvenire in modo tale da agevolare l’alternanza nell’assistenza al disabile grave dei genitori/tutori/affidatari/caregiver/familiari conviventi di disabili gravi e, quindi, garantendo la massima distribuzione territoriale dei punti vaccinali che opereranno nelle due giornate”.

Il vaccino somministrato sarà AstraZeneca, se i cosiddetti caregiver non rientrano già nelle categorie o fasce di età previste per gli altri vaccini. Dovranno presentarsi con tessera sanitaria, documento che attesti la disabilità dei nati dopo il primo gennaio 2005  e compilare sul posto il modulo di autocertificazione. Nello stesso documento è fatto un bilancio della campagna vaccinale con una raccomandazione rivolta alle singole Asl.

“A tutt’oggi si legge -  oltre 147 mila persone over80 hanno già ricevuto la somministrazione della prima dose. I massimi sforzi devono essere concentrati sul completamento di questa coorte di persone, nonché dei soggetti estremamente vulnerabili e delle persone che si trovano nella classe di età 70-79 anni”.

Disposizioni che sembrano cozzare con quanto già è avvenuto nelle varie province pugliesi dove si segnalano casi si persone imbucate in questa pria fase senza averne diritto e categorie, come i sacerdoti o dirigenti e dipendenti della Confcommercio, come è avvenuto a Taranto. Non solo. In una nota, le sigle sindacali dei medici di medicina generale Confintesa, Simet, Snami, Fp Cgil e Smi denunciano una situazione di caos nell’organizzazione delle Asl.

“Non si ha ancora certezza – è riportato - di come verranno organizzate le vaccinazioni al di fuori degli ambulatori dei medici di medicina generale se ci saranno i vaccini. ln ragione di quanto detto si ritiene davvero sorprendente che nonostante le reiterate richieste di convocazione fatte dai sindacati in questi momenti delicati e su problematiche impegnative come, tra l'altro, l'organizzazione e la gestione della crisi pandemica e della campagna vaccinale anti-Covid non si registri nessuna risposta da parte delle Asl, in specie di Bari”. La denuncia dei medici si conclude con un monito: “Non vorremmo – si legge -  che si cada nel vaccino dato al raccomandato di turno sia medico che paziente, cosa che sarebbe grave e inaccettabile. Sia chiaro che i medici non sono responsabili di assurde decisioni di solerti ‘responsabili’”.

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