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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Vaccini ai bambini dai 5 agli 11 anni, il pediatra Di Mauro: "Fateli, preservano prima di tutto i vostri figli"

Il medico barese è consigliere della Società italiana pediatri, racconta i rischi per i più piccoli col progredire dei contagi e la sicurezza del farmaco: "Negli Stati Uniti lo hanno ricevuto in 4 milioni"

“Non c’è solo l’aspetto dell’abbassamento della curva dei contagi, ci sono i casi crescenti di bambini ospedalizzati o che finiscono in terapia intensiva, quelli di long Covid e di infiammazione multi sistemica”.  Antonio Di Mauro, pediatra barese e consigliere della Società italiana pediatri, non ha dubbi. Il vaccino ai bambini dai 5 agli 11 anni va fatto. Prima di tutto per loro. Poi per arrestare l’impennata di casi positivi. Il medico spiega la situazione in maniera lineare e rassicura sulla bontà del siero antiCovid.

“I numeri dell’Istituto superiore di sanità sono chiari: in questo momento si contano sei bambini ospedalizzati ogni mille casi Covid e una media di 1,4 finisce in terapia intensiva ogni 10 mila casi. Quindi è vero che nella stragrande maggioranza dei bambini si registrano asintomatici ma ci sono anche casi, purtroppo, che necessitano del ricovero in terapia intensiva. Ma aumenterà  anche la popolazione suscettibile di ammalarsi, contro cui il virus si riversa, che ora riguarda i bambini e i soggetti non vaccinati.  Aumentando il denominatore aumenta il numeratore”. La Regione Puglia avvierà dal 16 dicembre le vaccinazioni dei bambini la fascia di età preadolescenziale. E per Di Mauro rappresenta un momento importante per la lotta contro il Covid.

“Nel post infezione acuta – prosegue - si registrano le conseguenze del long Covid con i bambini che continuano ad avvertire affaticamento, alterazione nella percezione dei sensi, palpitazioni e ansia. C’è poi il problema della sindrome infiammatoria multisistemica Mis-c, con la patologia che può dare morbilità su più organi. Si verifica sui bambini dopo 14 giorni dal Covid post acuto. Questi sono dati diretti, per i quali bisogna fare molta attenzione. Ci sono poi conseguenze indirette e sociali. La ripresa delle attività nei luoghi educativi e ludici in sicurezza, dalla scuola alla palestra, dal parco alla ludoteca. E il fattore della circolazione del virus, meno persone sono suscettibili, più i bimbi sono protetti, assieme persone fragili di ogni età”.

Sulla qualità dei vaccini, il pediatra, poi, non ha dubbi. “Il vaccino che abbiamo a disposizione è sperimentato e non in via di sperimentazione, e porta con sé dati solidi, sia in fase sperimentale, sia in farmacovigilanza, negli Stati Uniti, dove sono più di 4 milioni i bambini vaccinati tra i 5 e gli 11 anni, e in Israele. Non è stato finora registrato nessun allarme, ma solo effetti indesiderati noti legati ai vaccini, come comparsa di febbre. I vaccini contengono poi bugiardini che tengono in conto potenziali miocarditi, ma finora non si sono verificati casi, se non in adolescenti maschi, con casi poi rientrati, clinicamente non rilevanti. Se dovessimo leggere per questo i bugiardini di farmaci comuni antiinfiammatori o antipiretici dovremmo avere ben più timori, ma sappiamo che davvero raramente possono procurare effetti indesiderati”.

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