Bari ritrova la bellezza di San Gregorio, la più antica chiesa consacrata della città

Chiuso per lavori di restauro, il tempio a due passi dalla Basilica rappresenta la testimonianza più antica di culto bizantino nella città. Ieri, sabato 30 novembre, la riapertura durante la celebrazione dei primi Vespri dell'Avvento

Foto basilicasannicola.it

A Bari vecchia riapre San Gregorio, la più antica chiesa consacrata di Bari e testimonianza di culto bizantino nella città. La cerimonia si è tenuta ieri, sabato 30 novembre, con la celebrazione dei primi Vespri della prima Domenica di Avvento, presieduta dall'arcivescovo mons. Francesco Cacucci.

Ubicata nella Corte del Catapano, a due passi dalla Basilica, la chiesa, edificata sul finire del X secolo, fu l'unica a non essere abbattuta (sull'area c’erano varie chiesette, dedicate a S. Demetrio, S. Eustrazio, S. Sofia, S. Basilio, S. Stefano) quando si decise di costruire il tempio in onore di San Nicola.

Nella chiesa, intitolata a San Gregorio Illuminatore, santo armeno e vescovo di Cesarea, si tenevano ogni domenica, fino alla sua chiusura per restauro, le celebrazioni di rito rumeno ortodosso. Ma la chiesa è anche fortemente legata alle tradizioni religiose del Venerdì Santo barese: ad essa infatti appartengono i Misteri che sfilano in processione negli anni dispari, con i santi soprannominati in dialetto barese 'vendelùse', ovvero 'suscitatori di vento' e che si alternano a quelli della Vallisa (negli anni pari), detti invece 'chiangiamìnnue' (piagnoni). Due soprannomi che si rifanno all'antica rivalità tra le due confraternite, secondo cui pare che una augurasse all'altra, nell'anno in cui era incaricata della processione, rispettivamente una giornata piena di vento o di pioggia.

La facciata mostra i tratti tipici del romanico pugliese, tripartita da colonne alte e sottili e caratterizzata dalla presenza di diverse monofore. Nella parte superiore si apre un finestrone incorniciato da mensole con decorazioni floreali e piccoli animali. Sul lato posteriore si trovano le tre absidi in vista che richiamano l'origine bizantina dall'edificio, che trova comunque conferma nella documentazione dell'epoca: il primo riferimento è costituito da una pergamena datata marzo 1015. L’interno è a tre navate con due file di quattro colonne, sormontate da capitelli di grande valore storico artistico. Si possono ammirare, inoltre, un Crocifisso ligneo del ‘700 e un’icona di San Nicola. Sui muri perimetrali vi sono undici iscrizioni funebri che indicano come la chiesa di S. Gregorio fosse molto amata dalla gente del luogo, e nelle quali si ritrova traccia di alcuni cognomi baresi più caratteristici.
 

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(Fonti: viaggiareinpuglia.it; basilicasannicola.it)

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