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La scoperta dei ricercatori dell'Università di Bari: 'somiglianze' tra proteine batteriche e umane, in futuro migliori antibiotici e terapie contro malattie degenerative

Il gruppo di ricercatori è coordinato dal dottor Ciro Leonardo Pierri del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Biofarmaceutica dell'ateneo barese

Un'importante scoperta riguardante una somiglianza strutturale e funzionale tra alcune proteine batteriche (ossidoreduttasi FAD/NADH dipendenti) ed importanti proteine umane apre le porte a nuovi antibiotici e, in futuro, anche a migliori terapie per pazienti affetti da patologie neuromuscolo degenerative con disfunzione mitocondriale: è quanto scoperto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Bari coordinati dal dottor Ciro Leonardo Pierri del Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Biofarmaceutica.

La prima implicazione, spiega Uniba in una nota, "riguarda la riduzione degli effetti collaterali di nuovi antibiotici. Le proteine batteriche analizzate nello studio hanno un ruolo fondamentale per la sopravvivenza delle cellule batteriche e, ad oggi, sono oggetto di ricerca in diversi laboratori internazionali come target di nuovi antibiotici, al fine di arginare il fenomeno dell’antibiotico resistenza. In tal senso lo studio dei ricercatori baresi identifica le sole regioni di tali proteine batteriche che possono essere target di antibiotici, riducendo i pericolosi effetti collaterali dovuti a somiglianze, sin’ora inaspettate, con le proteine umane. Lo studio propone, inoltre, un metodo, attualmente depositato come brevetto, per comparare la struttura di proteine di microorganismi ed umane, affinché proteine umane non divengano bersaglio indesiderato di nuovi antibiotici." specifica ancora Uniba.

L'altra implicazione, invece,riguarda patologie mitocondriali e malattie neuro-muscolo degenerative, al momento senza cura, in cui si osserva un deficit della respirazione mitocondriale. In tal senso, lo studio, aggiunge Uniba, "identifica, per la prima volta in una importante proteina umana (AIF), una struttura tale da poter contribuire attivamente alla respirazione mitocondriale. Ciò, quindi, rende AIF un possibile bersaglio, nuovo ed alternativo, di stimolazione della respirazione mitocondriale nei pazienti affetti da severe patologie neuromuscolo degenerative con disfunzione mitocondriale".

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