La storia infinita della riqualificazione di piazza Umberto: nuovo ricorso contro il Comune

A comunicarlo è il sindaco Antonio Decaro: "Lo stesso professionista - dice - dopo aver perso il giudizio in Consiglio di Stato, propone un altro, ennesimo, appello"

Un altro contenzioso in vista per piazza Umberto? E' stato depositato, un ricorso, contro la progettazione per la riqualificazione dell'importante giardino nel cuore del quartiere Murattiano di Bari. A darne notizia è il sindaco Antonio Decaro che, in un post su Facebook, ha espresso la propria posizione sulla vicenda: "Lo stesso professionista - dice - dopo aver perso il giudizio in Consiglio di Stato, propone un altro, ennesimo, appello. Nessuno vuole negare a nessuno il diritto di ricorrere ma è legittimo da parte di una amministrazione e di una città, una volta esaurite le fasi ordinarie dei giudizi, chiedere che chi ha perso consenta al Comune di procedere con la riqualificazione di una delle piazza più importanti e belle di Bari che attende ormai da troppi anni di tornare a splendere come un tempo. Ci chiediamo, fino a che punto il diritto di 'uno' deve tener sospeso il diritto di tutti i cittadini a vedere migliorato uno spazio pubblico?". A giugno scorso, il Comune aveva vinto una lunga 'battaglia legale' giunta fino al Consiglio di Stato a seguito del ricorso presentato tra gli altri dall'architetto Guendalina Salimei  vincitrice del concorso di progettazione di via Sparano e altre zone del Murattiano, contro il restyling di piazza Umberto affidato nel 2016 dal Comune a un'equipe di ingegneri e architetti. 

Decaro sottolinea le lungaggini burocratiche che hanno coinvolto numerosi cantieri in città: "Da diversi mesi  - aggiunge - per un ricorso di una azienda, sono bloccati anche i lavori per la realizzazione del parco dell'ex Gasometro, cosi come, inauguriamo il Piccinini il prossimo 6 dicembre, con precisamente 537 giorni di ritardo a causa di un contenzioso. Tanti Comuni sopportano le conseguenze determinate dai continui ricorsi, ora tra aziende, ora contro le pubbliche amministrazioni e chi alla fine paga sono sempre i cittadini. Senza cancellare il diritto di difendere i propri ruoli e diritti, io credo che ci dovrebbe essere un modo per risarcire le città del tempo perso in giudizi, se si rivelano pretestuosi. Credo che  - conclude Decaro - ci dovrebbe essere un modo per poter andare avanti con le opere e i lavori dando alla città intera la possibilità di migliorare e guardare avanti".

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