Sabato, 24 Luglio 2021
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Rsa e carenza infermieri, accordo con la Regione: sì alla fornitura da parte delle Asl e all'assunzione di extracomunitari

Si attende l'ok da parte della Giunta allo schema di convenzione. Perruggini (Welfare a Levante): "Ne servono 200, i costi del servizio saranno scalati dalle fatture, col numero di personale a sufficienza potremo avere gli accreditamenti"

Foto archivio da Today.it

“La Regione ha emanato la circolare indirizzata alle Asl, manca quindi solo la delibera di Giunta, con l’approvazione dello schema di convenzione, poi l’operazione sarà possibile”. Antonio Perruggini non nasconde la sua soddisfazione. Dopo mesi di trattative e incontri, le associazioni che rappresentano le Rsa e i centri diurni pugliesi, tra cui la sua Welfare a Levante, potranno far fronte alla carenza di infermieri. Ciò grazie all’accordo con i vertici della Regione, a cominciare dall’assessore regionale alla Salute Pier Luigi Lopalco, che prevede convenzioni con le singole aziende sanitarie locali per la messa a disposizione di personale nelle residenze sanitarie assistite e nei centri diurni. In tutta la Puglia mancano all’incirca 200 infermieri, perché per lo più assorbiti dalle strutture pubbliche per far fronte ai picchi della pandemia Covid.

“Con l’accoglimento della nostra proposta – sottolinea soddisfatto Perruggini – si realizza un’operazione a costo zero per l’amministrazione pubblica. Ora le singole strutture faranno presente il loro fabbisogno alle Asl e in base a quello saranno stipulate le singole convenzioni con la fornitura dei servizi del personale. Il costo sarà poi decurtato dalle fatture mensili”. Non solo. Nella circolare del direttore del dipartimento regionale della Salute, Vito Montanaro, e dello stesso Lopalco si dà alle Rsa la possibilità, fino al 31 prossimo, di assumere a tempo determinato infermieri che "abbiamo conseguito la qualifica professionale all'estero", ciò salvo diversa interpretazione della norma da parte del ministero della Salute. Un punto, quello della possibilità di assunzione anche di infermieri non extracomunitari, su cui avevano puntato molto le associazioni di categoria.

“Ora – sottolinea ancora Perruggini – grazie all’arrivo di infermieri le nostre strutture potranno finalmente essere accreditate, gli ispettori potranno verificare il numero sufficiente di personale e colmare un’altra lacuna del nostro sistema pugliese, nel quale il 90 per cento di Rsa e Centri diurni non hanno l’accreditamento”. Un altro punto su cui c’è stato l’accordo è quello della figura dell’educatore sanitario. È obbligatorio nelle strutture. Non lo sarà più, perché potranno essere presenti altri professionisti, come gli educatori socio pedagogici. “La nostra soddisfazione è dovuta – spiega ancora Perruggini – anche all’istituzione del tavolo permanente da noi richiesto con insistenza. Giovedì 24 avremo infatti la prossima riunione. È uno strumento necessario per far sì che la Regione consideri fondamentale il nostro settore nel complesso dei servizi sociosanitari”.

Il presidente di Welfare a Levante prova a chiarire la posizione della categoria dopo la manifestazione degli studenti di scienze infermieristiche di venerdì 17 giugno. Temono che le loro funzioni siano svolte, impropriamente, dagli Operatori socio sanitari.“La funzione dell’oss – dichiara - è di supporto all’infermiere, è la persona affianca l’infermiere, non fa punture, trasfusioni o prelievi, ma se è necessario dare la pillola per la pressione a un paziente, su indicazione dell’infermiere, può farlo. L’oss non indebolisce né sostituisce l’infermiere”.

(Foto archivio da Today.it)

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