Sala operatoria e nuova area sgambamento, il Canile sanitario di Bari si espande: "Trecento adozioni in 2 anni"

Cerimonia d'inaugurazione alla presenza del sindaco Antonio Decaro. Al momento tra Canile e Rifugio vi sono circa 180 esemplari. In mattinata sono giunti cinque nuovi cuccioli, ritrovati in un cartone a Japigia

Una sala operatoria completa di ogni attrezzatura per effettuare sterilizzazioni ed interventi d'urgenza a disposizione del Canile Sanitario della zona Industriale di Bari: si è svolta stamane l'inaugurazione della struttura che servirà a dare cure ed assistenza alle decine di cani attualmente ospiti del centro dotati annesso rifugio, per totale di circa 170-180 esemplari. La cerimonia ha visto, tra gli altri, la partecipazione del sindaco Antonio Decaro assieme al consigliere comunale delegato per la cura degli animali, Livio Sisto, alla responsabile dell'area adozioni Lav, Federica Faiella, al dirigente Asl Veterinaria dell’area metropolitana Vito Campanelli e alla presidente dell’associazione 'Nati per Amarti onlus'. Patrizia Giaquinto.

Struttura dotata delle migliori attrezzature

La sala operatoria è stata resa possibile grazie alla generosa donazione di una socia della Lav, Adriana Possenti, che ha consentito di acquistare il tavolo per gli interventi e tutte le attrezzature necessarie. Assieme alla sala, è stata inaugurata anche l'area sgambamento attigua al Canile Sanitario all'interno del quale sostano 50 animali. A questi si sono aggiunti, proprio questa mattina, altri 5 cuccioli ritrovati in un cartone abbandonato in via Siponto, a Japigia. Uno di loro è stato simbolicamente 'adottato' dal sindaco Antonio Decaro che lo ha ribattezzato Tonino: "Grazie al contributo della Lav - ha spiegato Decaro - otteniamo in comodato d'uso una struttura destinata a sala operatoria, evitando di sottoporre i cani ad un ulteriore stress fisico. Il prossimo passaggio sarà quello di procedere proprio con le adozioni, per fare in modo che tante persone possano avere il piacere di passare le giornate con gli animali che al momento vivono qui. Vogliamo stimolare le famiglie anche attraverso iniziative, come ad esempio una giornata al mese dedicata all'adozione, facendo venire qui genitori e bambini per far si che possano conoscere e adottare con consapevolezza un animale" ha poi concluso Decaro, lanciando un vero e proprio appello ad adottare con responsabilità i cani portati nella struttura.

Completate circa 300 adozioni in due anni

Il problema vero, infatti, è rappresentato dall'abbandono dei cani da parte di padroni senza scrupoli, che pesa per circa il 90% sui ritrovamenti di esemplari poi trasportati in Canile. Da febbraio 2016, a Bari sono stati accalappiati 660 cani, tutti di proprietà e abbandonati. Tra questi spiccano le circa 300 restituzioni assieme alle 290 adozioni e ai 15 cani recuperati nonostante avessero problemi comportamentali: " Questa è una buona struttura - spiega Federica Faiella della Lav -, l'ho vista crescere perché l'ho visitata alcuni anni fa quando è stata assegnata a Nati per Amarti Onlus in collaborazione con la Lav. Sono state sanate diverse criticità gestionali e strutturali presenti fino a prima dell'assegnazione".

"Quasi tutti i cani accalappiati sono di proprietà"

Da pochi giorni, inoltre, le associazioni che gestiscono il canile hanno potuto utilizzare le strutture e le stanze a disposizione del rifugio dove, al momento, vi sono circa 130 cani di lungo 'soggiorno', ovvero da più di due mesi dal momento del ritrovamento: "Il canile esisteva già . commenta Patrizia Giaquinto di 'Nati per Amarti onlus' -  ma era gestito da privati che non condividevano gli obiettivi delle associazioni di volontariato. Noi puntiamo alle adozioni e facciamo anche reimmissioni nel territorio. Purtroppo, ci sono tanti casi di abbandono. Il 90% dei cani vaganti è di proprietà. E' vero, qui vengono curati e accuditi ma vivono in gabbia 24 ore su 24. La struttura ha un limite fisico e gli accalappiamenti sono continui. Basti pensare che stiamo gestendo il quarto pronto soccorso in 12 ore". Un'allerta continua, spesso colpa di padroni senza ritegno che, stanchi del 'priscio' a volte assecondato senza criterio, decidono di sbarazzarsi del passatempo senza rendersi conto di quanta sofferenza possano provocare al loro ex amico a quattro zampe. 

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