Martedì, 15 Giugno 2021
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Il Tar boccia l'istanza dei genitori contro la 'didattica a scelta' in Puglia: "Ricorreremo al Consiglio di Stato"

La presidente dell'aps 'Scuole diffuse in Puglia' Terry Marinuzzi: "Sapevamo che probabilmente non avremmo potuto avere un esito diverso ma non potevamo sottrarci a questo atto"

"Sapevamo che probabilmente non avremmo potuto avere un esito diverso al nostro ricorso ma non potevamo sottrarci a questo atto che non può ignorare il livello sempre più preoccupante di dispersione scolastica che caratterizza la nostra regione unitamente all’aumento delle violenze sui minori in ambito soprattutto intrafamiliare e al drammatico dato sulla povertà educativa e materiale minorile". A dichiararlo è la presidente di 'Scuole diffuse in Puglia'. Terry Marinuzzi, dopo la bocciatura da parte del Tar Puglia del ricorso presentato dalla stessa aps assieme all'associazione 'Autism Friendly', contro l'ultima ordinanza sulla didattica digitale integrata per le scuole approvata dalla Regione Puglia per fronteggiare l'emergenza Covid.

Secondo Marinuzzi, "la 'didattica a scelta' in Puglia, nei fatti, non ha tutelato soprattutto le famiglie più fragili quelle cioè che già prima della Pandemia erano in difficoltà nel seguire i propri figli e che alimentavano, loro malgrado, il grave fenomeno della dispersione e dell'abbandono scolastico che vede la Puglia tra le regioni a maggior rischio all'interno del panorama europeo", generando "enorme tensione all'interno di tutte le Comunità scolastiche poiché ha minato la delicata 'alleanza educativa' che si fonda su un Patto non scritto di fiducia tra genitori ed Istituzioni scolastiche dove i primi si affidano alle seconde inpegnandosi, ciascuno per la propria parte, ad accompagnare i minori nel percorso didattico-educativo che sigilla l'esperienza scolastica.

Per la presidente dell'aps la Ddi ha "diviso i genitori rimarcando ancora di più le differenze infinite che caratterizzano il mondo delle famiglie: differenze di carattere sociale, economico, culturale in nome delle quali ognuno si è sentito legittimato a comporre il percorso scolastico del singolo studente in considerazione dell'esclusivo ambito familiare senza alcuna attenzione verso la Comunità nel suo complesso" creando "conflitto tra genitori e figli adolescenti piegando spesso l'autorevolezza dei primi alla non ancora matura capacità di scelta dei secondi determinando un tasso di frequenza in classe per le Scuole superiori dell'appena il 6%.

"Oggi -  aggiunge -  il Tar Puglia legittima la 'didattica a scelta' in considerazione di un quadro epidemiologico che in Puglia, già da alcune settimane, presenta un’evoluzione confortante. Le Associazioni ricorrenti ritengono che tale provvedimento non sia adeguato al nostro contesto e che la “dad a scelta” non possa farsi modello. Vogliamo  un Paese autenticamente democratico, inclusivo, solidale che non può a parole sostenere il Sud e poi relegare regioni come la nostra a semplici mete turistica ma che deve adoperarsi per divenire terra di civiltà per tutte e per tutti lavorando adeguatamente per un sistema scolastico davvero inclusivo ed europeo è per questo che ricorreremo al Consiglio di Stato".

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