Una escape room per scoprire i segreti della scienza, la scuola 'Capozzi-Galilei' tra i finalisti del concorso internazionale DigiEduHack

Il progetto ideato da un team dell'istituto di Valenzano selezionato tra le 130 proposte elaborate nel corso della maratona digitale che lo scorso 3 ottobre ha idealmente unito 21 Paesi. Ora le votazioni online che decreteranno i vincitori

In foto: il team del progetto vincitore con il dirigente scolastico Donato Mansueto, la coordinatrice Luigia Palumbo e i professori Maurizio Gaudioso e Domenico Daleno, componenti della giuria insieme al preside

Erano in gara insieme a Università ed enti scientifici da tutto il mondo, unica scuola italiana (insieme a soli altri due istituti, stranieri) tra i partecipanti al 'DigiEduHack', la maratona digitale dedicata al tema dell'innovazione applicata al campo dell'educazione, coordinata dalla Aalto University di Espoo, Finlandia. Eppure, tra le 130 proposte elaborate a livello internazionale da studenti universitari, ricercatori ed esperti dell'innovazione, ad arrivare in finale (insieme ad altri nove progetti selezionati dalla giuria della competizione) è stata proprio la loro idea, quella elaborata dal team della scuola media 'Capozzi-Galilei' di Valenzano.

Dall'hackathon locale alla finale mondiale

Un successo tanto importante quanto forse inaspettato, che fa onore all'istituto valenzanese, per il quale tuttavia l'attenzione ai temi del digitale, della realtà virtuale e della realtà aumentata non rappresenta certo una novità. L'anno scorso, ad esempio, la scuola ha rappresentato la Puglia a Terni, nell'ambito di un Hackathon nazionale riservato alle scuole secondarie di primo grado, dopo essere stata negli anni passati tra i vincitori del concorso nazionale 'Crowddreaming: i giovani co-creano culture digitali'. Esperienze che hanno spinto l'istituto a lanciarsi quest'anno nella sfida del 'DigiEduHack', ospitando lo scorso 3 ottobre una maratona digitale di 24 ore (svoltasi in contemporanea, come previsto dal regolamento dell'iniziativa, presso le diverse istituzioni aderenti in 21 Paesi) cui hanno partecipato studenti e docenti della scuola, ma anche professionisti esterni. E' nato così, tra le diverse proposte elaborate in quella giornata, il progetto della 'Science Escape Room', che dopo aver vinto l'hackathon 'locale' del 3 ottobre, è risultato anche tra i dieci finalisti mondiali della competizione. "Siamo stati molto attirati da questa iniziativa, per la nostra scuola si trattava di una sfida, dal momento che spesso a partecipare a queste competizioni sono soprattutto Università, o scuole superiori", spiega il dirigente scolastico, Donato Mansueto. "E invece abbiamo ricevuto molta attenzione. Per noi già la maratona organizzata qui è stata un grande successo: vedere professionisti e innovatori che hanno deciso di partecipare, la disponibilità degli sponsor locali. Per noi voleva essere anche un modo di dare una scossa positiva sul territorio". E poi la notizia di essere arrivati in finale: "In Italia siamo passati solo noi e l'Università di Milano-Bicocca: è stata un'enorme soddisfazione che è andata anche oltre le nostre aspettative".

Il progetto: una 'escape room' per studiare la scienza

Ma in cosa consiste la proposta elaborata dal team della 'Capozzi-Galilei'? L'idea è quella di una 'escape room' dedicata all'apprendimento della scienza (Science Escape Room, appunto, il nome del progetto). Muovendosi in un ambiente virtuale attraverso il proprio avatar, lo studente, per poter uscire dalla stanza, raccoglie gli indizi risolvendo quesiti che gli permettono di apprendere nuove conoscenze, o di testare quelle acquisite. A guidarlo, le figure di famosi scienziati che spiegano via via l'origine delle loro idee, ma anche le lotte per difenderle e l'importanza della ricerca scientifica. Tre i livelli di difficoltà previsti, in modo da permettere ai ragazzi di poter gradualmente progredire, anche partendo da conoscenze iniziali limitate. Uno strumento virtuale, quindi, che attraverso un aspetto 'ludico' punta a rendere l'apprendimento più coinvolgente e stimolante. "Le nostre squadre erano caratterizzate da professionalità molto diversificate, e questo forse ha fatto la differenza - spiega la professoressa Luigia Palumbo, docente di Scienze matematiche della 'Capozzi-Galilei' e coordinatrice dell'hackathon - Seguendo le indicazioni dell'Università di Aalto abbiamo inserito nel gruppo studenti, ma anche educatori, innovatori, ricercatori. Questo ha permesso di integrare diversi punti di vista, ad esempio grazie ai ragazzi abbiamo potuto valutare subito l'idea, misurarla sulle loro esigenze, capire come andava strutturato il progetto". Il team della Science Escape Room era composto da Mario Recchia, Ilaria Loizzi e Jonathan Sisto (tutti e tre studenti al terzo anno della 'Capozzi-Galilei'), insieme a Michelangelo Tricarico (esperto in Innovazione), Rosa Ferro (ricercatrice), Edvige Zatton (psicologa), Margherita Sivo e Gianluca Traversi (docenti della scuola).

La fase finale: votazioni online per decretare il progetto vincitore

Delle dieci idee selezionate dalla giuria del 'DigiEduHack', tre vinceranno la competizione: in palio c'è un premio di cinquemila euro, insieme al riconoscimento di 'Ambasciatori dell'Educazione digitale' e alla possibilità di implementare il progetto. Una prospettiva davvero importante per i ragazzi della 'Capozzi-Galilei': "Il know how per farlo - assicura il preside - ci sarebbe già". Ma per vincere la scuola ha bisogno dell'aiuto di tutti: la scelta dei tre vincitori è infatti affidata ad una votazione online, aperta fino al prossimo 24 novembre. E' possibile votare per 'Science Escape Room' cliccando su questo link.


In foto: il team del progetto vincitore con il dirigente scolastico Donato Mansueto, la coordinatrice Luigia Palumbo e i professori Maurizio Gaudioso e Domenico Daleno, componenti della giuria insieme al preside
 

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