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"Chiudere le scuole fino al 5 marzo? Fallimento", la Cgil chiede alla Regione più vaccini e congedi per i genitori

Il segretario generale Pino Gesmundo: "La Regione Puglia recuperi un ruolo di governo delle azioni di contrasto alla diffusione del vaccino, perché i risultati fino ad oggi conseguiti sia in termini di tamponi fatti che di controllo della curva epidemica sono del tutto insoddisfacenti"

“Ci auguriamo che con l’avvio della vaccinazione per personale scolastico e over 80 la Regione Puglia recuperi un ruolo di governo delle azioni di contrasto alla diffusione del vaccino, perché i risultati fino ad oggi conseguiti sia in termini di tamponi fatti che di controllo della curva epidemica sono del tutto insoddisfacenti": è quanto afferma il segretario generale Cgil Puglia, Pino Gesmundo, commentando la nuova ordinanza della Regione Puglia, emanata ieri, che dispone la didattica digitale a distanza per le scuole di ogni ordine e grado fino al 5 marzo, con l'obiettivo di contrastare la pandemia Covid.

"Un fallimento - continua Gesmundo - dimostrato dalla decisione che ci è stata consegnata come irreversibile per salvaguardare la salute di docenti e studenti, unica regione in zona gialla a decidere in tal senso, di chiudere tutte le scuole in Puglia, per ora fino al 5 marzo. Scaricando ancora una volta su docenti, studenti e famiglie l’organizzazione di una didattica a distanza che in troppi casi si è rivelata complicata per limiti legati all’accesso alla connessione veloce, alla dotazione strumentale delle famiglie, anche alle condizioni abitative”.

Gesmundo propone “almeno la possibilità del congedo Covid, ad oggi limitato alle zone rosse, per i genitori che lavorano e hanno figli minori, in virtù dei disagi che potrà creare la Dad nella conciliazione dei tempi vita-lavoro. La Regione Puglia si faccia carico di chiederla al Governo. Speriamo siano smentite presto le statistiche che sulla base della media delle vaccinazioni fatte in Puglia pongono l’orizzonte dell’immunità di tutta la popolazione nell’orizzonte temporale di 4 anni e mezzo. È evidente che al netto della necessaria disponibilità del vaccino, compete alla Regione Puglia e alle Asl organizzare nel migliore dei modi il servizio. Così come vorremmo ci fosse spiegato perché la nostra regione presenta un dato inferiore al 70% nel rapporto tra dosi somministrate e quelle consegnate. Non è possibile che vi siano sprechi e ritardi in una simile condizione di emergenza”.

Per il segretario generale della Cgil Puglia, “la risposta sul piano sanitario, la rete e l’organizzazione del lavoro che vanno strutturati per accelerare le vaccinazioni e portare quanta più popolazione possibile nel minor tempo possibile a immunizzarsi non è evidentemente esente da implicazioni sociali di altra natura".

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