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Presidi contro l'ordinanza di Emiliano e genitori divisi: è battaglia sul ritorno a scuola, solo il 10% sceglie la presenza

Roberto Romito, presidente dell'Anp, critica il provvedimento della Regione che lascia la scelta della Dad alle famiglie, chiedendo interventi di edilizia scolastica e presìdi sanitari. Priorità alla scuola scrive al governo: "Intervenga subito"

Da una parte l’ordinanza del governatore Michele Emiliano che estende la facoltà per le famiglie di decidere per la Dad fino alla fine delle lezioni, appoggiata da un gruppo forte di genitori. Dall’altra i presidi fortemente contrari a questa soluzione, con una posizione assunta ufficialmente attraverso un comunicato che si attesta sulla stessa linea di genitori e insegnanti contrari alla didattica a distanza. In Puglia è scontro sulla scuola. Il giorno dell’entrata in vigore del decreto legge che sancisce il ritorno in presenza per almeno il 70 per cento degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, i dati sembrano dare ragione al governatore, con il 90 per cento delle famiglie dei licei che hanno comunicato di voler optare per le lezioni da casa per i loro figli.

Come riporta l’Ansa al liceo scientifico Scacchi di Bari, ad esempio, la dirigente Chiara Conte ha già comunicato che frequenteranno in presenza solo 46 studenti su 1.540, meno del 3 per cento, con un minimo di un alunno per aula ad un massimo di 14. All'istituto Euclide-Caracciolo, stando ad una prima stima, torneranno a scuola circa 40 studenti su 900, al liceo scientifico Fermi frequenteranno in presenza una decina di studenti sugli oltre 1600 iscritti, al Convitto Cirillo circa 25, all'Istituto Giulio Cesare 17, all'Istituto De Lilla 49, al liceo Majorana 70, all'Istituto Panetti circa 30 e al liceo classico Socrate 80. A un mese e mezzo circa dalla fine delle lezioni, quindi, vince la prudenza con la Puglia in zona arancione e i dati su contagi e morti Covid in diminuzione. Ma non solo. Ci sono anche altri fattori che sembrano spingere per la scelta delle lezioni a distanza, dall’ormai andamento dell’anno scolastico in questa modalità che rimarrebbe coerente al mancato potenziamento dei trasporti, dalla mancanza ancora di tamponi e tracciamenti consolidati per il monitoraggio degli istituti all’inadeguatezza dell’edilizia scolastica. Proprio questi ultimi punti sono sottolineati dai presidi nel loro comunicato.  

“La scuola – scrive Roberto Romito, presidente dell’Associazione nazionale presidi Puglia - si trova nel mezzo: priva di reali poteri di intervento, schiacciata fra contrastanti prese di posizione politiche non prive di demagogia, è sottoposta a continue modifiche di assetti organizzativi, frutto di colpe non sue ma attribuibili invece all’incapacità di affrontare efficacemente l’emergenza Covid e le sue criticità nel campo dei trasporti, della sanità e dell’edilizia scolastica, di competenza di regioni ed enti locali”. L’associazione è fortemente critica nei confronti del provvedimento di Emiliano. “Decreto legge e ordinanza – scrivono - sono due norme sono fra loro contrastanti: il decreto-legge governativo tende ad aumentare fino al 100 per cento la frequenza scolastica in quest’ultimo scorcio di tempo prima del termine delle lezioni. L’ordinanza di Emiliano si muove in senso contrario, attraverso la ben nota scelta affidata alle famiglie di seguire le lezioni a distanza. Il prolungamento di questa misura addirittura ‘sino alla conclusione dell’anno scolastico’ (ricordiamo che l’anno scolastico finisce il 31 agosto) sembra scommettere sulla permanenza, quando non nel peggioramento, degli attuali livelli di contagio, confermando la ormai consueta visione del Presidente della Regione circa la ‘pericolosità’ intrinseca delle attività scolastiche. Mentre per altri settori, di maggiore rilevanza economica (ristorazione, turismo, mobilità), sembra prevalere una visione nettamente più “aperturista”.

Posizione non dissimile da quella espressa Comitato per il Diritto alla Salute e all'Istruzione, La Scuola che vogliamo - Scuole Diffuse in Puglia, Associazione Genitori Speciali Altamura e Priorità alla scuola – Puglia, che chiedono l’impugnazione del provvedimento regionale. "La Puglia da oggi è in zona arancione - scrivono in una lettera con cui chiedono un pronto intervento del governo-  , quindi il rischio dei contagi non è alto come in zona rossa o  rossa rafforzata. Quasi tutte le attività economico-industriali-commerciali sono in pieno corso. In tutta Italia i dati alle ore 12 del 26 aprile parlano di un rientro in presenza pari all'89,5 per cento. Mentre in Puglia appena dello 10 per cento. La Puglia è in Italia. Non è giusto che si riversi sulla comunità scolastica e in particolare sugli e sulle adolescenti il carico di un'emergenza che ormai anche il Ministero e  tutto il Governo ha deciso di affrontare in maniera differente permettendo il rientro dal 70per cento fino al 100 cento. Le scriviamo affinché voglia sostenerci nel ripristino della coesione di tutta la Comunità scolastica messa in discussione fortemente con l’ennesima ordinanza del Presidente della Regione Puglia (numero 102 del 3 aprile 2021), attraverso l’inserimento della scelta, che non esitiamo a definire scuola 'à la carte', uno strumento che provoca sfaldamento istituzionale mina il patto sociale e qualsiasi 
idea e fondamento di scuola pubblica come riconosciuta dall’articlo 34 della Costituzione italiana. Posizione diametralmente opposta a quella dei Genitori pugliesi pro Dad, gruppo che i giorni scorsi aveva avuto un confronto con Emiliano chiedendo proprio che fosse confermata la scelta in capo alle famiglie, criticatissima dai  sindacati. Intanto per il 2 maggio si attende l’attivazione dei Toss, i team degli operatori socio sanitari utili al monitoraggio dei contagi, annunciati dallo scorso gennaio e finora mai partiti.

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