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Doppi turni, caos trasporti e disagi per scuole e famiglie. I presidi: "Si torni a orario di ingresso unico anche nel Barese"

In una nota il presidente pugliese dell'Associazione nazionale Presidi, Romito, traccia un quadro della situazione a tre settimane dall'avvio delle lezioni, dai problemi legati agli ingressi scaglionati nel Barese ai nodi irrisolti in tutta la regione, come gli operatori scolastici sanitari mai attivati

Anno scolastico nuovo, "problemi vecchi" e tutt'altro che risolti, come quello "dell’insufficienza delle aule e dell’inadeguatezza di molte delle strutture edilizie che ospitano le scuole", dell'affollamento delle aule o della questione trasporti.

A tracciare un quadro della situazione scolastica pugliese, a tre settimane dall'avvio delle lezioni, è Roberto Romito, presidente regionale dell'Associazione Nazionale Presidi.

Tra i punti più problematici, quello dei trasporti, con la provincia di Bari che si 'distingue', unica provincia in regione, per l'adozione degli orari di ingresso scaglionati.

"I problemi che questa “soluzione” pone a famiglie, studenti e scuole sono ben noti - ricorda Romito - tante sono le occasioni in cui li abbiamo sottolineati in precedenza". "Essi sono però - aggiunge il presidente pugliese Anp - acuiti dal fatto che, da verifiche provenienti dal campo, il promesso potenziamento e l’auspicata flessibilità del servizio di trasporto pubblico locale sono rimasti praticamente solo sulla carta: al danno del doppio turno, si unisce anche la beffa di ragazzi costretti ad affollare, alla faccia della sicurezza, i mezzi del primo turno, poiché in molti casi il mezzo che dovrebbe garantire il secondo turno semplicemente non c’è. E, quindi, ad aspettare davanti alle scuole o nelle loro vicinanze che arrivi l’ora per il loro ingresso, con tutte le controindicazioni che ciò comporta". Dal canto loro, "le scuole sono costrette, affinché i ragazzi del secondo turno possano trovare all’uscita il mezzo per tornare a casa, a pesanti riduzioni della durata delle ore di lezione, nella grande maggioranza non recuperate o non recuperabili. E’ del tutto evidente che per questo motivo, ossia per la sottrazione dal normale curricolo scolastico di un notevole numero di ore di lezione, si aggraverà il già pesante deficit formativo messo in luce dalle rilevazioni INVALSI sulle competenze degli studenti delle nostre scuole". "A ciò si aggiunga - prosegue ancora Romito - che il prolungamento della presenza a scuola fino alle 16 o anche alle 17 rende impossibile effettuare le altre attività curriculari ed extracurriculari, già previste nei POF delle scuole per effetto dei Programmi Operativi Nazionali (PON e POC) che, in tale assetto orario, non potranno più essere avviate, in netto contrasto con quanto più volte sollecitato dal Ministero dell’Istruzione e dall’Unione Europea che finanzia i progetti".

Ma la lista delle problematiche evidenziate da Romito continua: dall'affollamento causato dalla necessità, per molti genitori, di fare ricorso ai mezzi privati (a fronte appunto dei problemi legati al trasporto pubblico), alle "diverse richieste di nulla osta da parte di genitori di studenti, specie del primo anno, che rinunciano all’indirizzo scelto in fase di iscrizione per scegliere un istituto più vicino alla propria residenza, pur di contenere i tempi di arrivo a scuola e di rientro a casa, a seguito dello scaglionamento". E poi ancora i disagi per gli stessi dirigenti scolastici, costretti a dedicare gran parte del loro tempo alla gestione dei "continui cambiamenti organizzativi, alla partecipazione a riunioni che dovrebbero essere di coordinamento, a rispondere a monitoraggi e richieste provenienti proprio dalle aziende di trasporto le quali, al contrario, hanno (o dovrebbero avere) dati, risorse e competenze professionali specifiche per l’analisi dei flussi di traffico e di utenza sulle tratte da loro gestite".

"E nonostante il gran tempo trascorso da quando si è iniziato - nella ormai lontana estate del 2020 - a discutere di questi problemi, le aziende del trasporto pubblico locale non hanno fatto altro che arroccarsi nella rigidità dei sistemi da esse gestiti, scaricando tutti i problemi sulle scuole, uniche a dover mostrare sempre e comunque flessibilità organizzativa e disponibilità ai cambiamenti", evidenzia Romito, rinnovando, da parte dell'Anp Puglia, la richiesta "che si ritorni anche per Bari e provincia all’orario di ingresso unico, all’esito del promesso monitoraggio che si dovrebbe avere nelle prossime ore, lasciando alle scuole ed alla loro autonomia la gestione delle misure per scongiurare gli assembramenti in prossimità degli accessi alle loro strutture".

Ma, a proposito delle questioni legate alla 'gestione Covid' nelle scuole e al contrasto della pandemia, Romito ricorda ancora come nessuna notizia si abbia ancora a proposito dei Toss, ovvero "quel Team di Operatori Scolastici Sanitari (infermieri e paramedici) che dovrebbe operare a tempo pieno nelle scuole con il compito di effettuare la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica e gli screening necessari su studenti e personale per il monitoraggio tempestivo e sistematico dell’andamento dei contagi negli istituti", la cui istituzione è stata deliberata mesi fa dalla Regione. "Avevamo a suo tempo salutato con favore questa delibera regionale, e confermiamo la nostra condivisione. Ma ad oggi, i TOSS ancora non si sono visti, né ci risulta che siano stati fatti i necessari adempimenti preparatori alla loro entrata in servizio. Non vorremmo che nel frattempo venisse meno la loro necessità".

(foto di repertorio)

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