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"Riapriamo le scuole dal 7 aprile, bambini e ragazzi danneggiati": genitori e insegnanti in presidio davanti alla Regione

Tra le rivendicazioni: ridurre a 20 il numero massimo di alunni per classe, garantire la continuità didattica e la sicurezza, assumendo per soli titoli i docenti con tre anni scolastici di servizio e gli Ata con 24 mesi, interventi sugli edifici

“Non è andato tutto bene, reddito, lavoro e salute per tutti”. La rivendicazione scritta in rosso su telo bianco è a firma del sindacato Cobas che con alcuni attivisti ha deciso di occupare le scale di accesso del palazzo della Presidenza della Regione Puglia per chiedere la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado a partire dal 7 aprile. Un’iniziativa all’interno della manifestazione organizzata da diversi comitati, tra cui Priorità alla scuola, sul lungomare Nazario Sauro di Bari, che però non ha sortito effetto. Nessun referente politico dell’ente ha ricevuto la delegazione composta per lo più da genitori e insegnanti, pronta ad autoconvocarsi nuovamente per venerdì 2 aprile. Nella mattinata di venerdì 26 marzo un centinaio di manifestanti si sono dati appuntamento per dare vita a un presidio e chiedere diritti e maggiori risorse per la scuola pubblica attraverso il Recovery fund.Cobas scuola-2

Tra le rivendicazioni: riduzione a 20 il numero massimo di alunni per classe (15 in presenza di alunni speciali), garantire la continuità didattica e la sicurezza, assumendo con concorsi per soli titoli i docenti con tre anni scolastici di servizio e gli Ata con 24 mesi, interventi strutturali nell’edilizia scolastica per avere spazi idonei a una scuola in presenza e in sicurezza. “La Dad non è scuola” hanno sottolineato, con cartelli, megafono e una protesta simbolica che ha visto le scarpe dei bimbi riposte in fila sul marciapiede, a simboleggiare bambini fantasma per le strade e le scuole vuote, perché non escono più da casa.

“Vogliamo che dal 7 aprile anche se in zona rossa tutte le scuole siano riaperte –racconta Anna Scarangella, attivista di Priorità alla scuola – soprattutto quelle dell’infanzia e primaria. Il governo regionale deve rimettersi a quello nazionale non utilizzare la scuola on demand. Il governatore Michele Emiliano sapeva della nostra richiesta di incontro da una settimana – aggiunge – perché erano state inviate tre pec da noi, Cobas scuola e Scuole diffuse. Nonostante ciò ci ha detto che ci potrà ricevere solo lunedì, giorno in cui molti i noi lavorano, compresi gli insegnanti, che oggi non hanno fatto lezione per stare qui”. L’idea dei comitati è quella di ripetere il presidio fino a che non siano ricevuti e non abbiano avuto un confronto diretto con le istituzioni regionali.

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